Secondo un recente approfondimento di Bloomberg, il mercato crypto sta cambiando. O meglio, sta cambiando il grip – così lo chiama il quotidiano finanziario americano – di Binance sui volumi. Un tempo estremamente dominante, oggi meno dominante, in parte per svolte regolamentari un po’ ovunque, in parte – e il giornale cita delle trading firm – anche come conseguenza degli eventi del 10 ottobre. Eventi che avrebbero eroso, afferma il giornale, la fiducia nell’exchange e nelle sue infrastrutture.
Una combinazione effetti – confermata anche da Rajiv Sawhney, che è capo della divisione Gestione Portafoglio di Waves Digital Assets. È il mercato, bellezza, avrebbe detto qualcuno anni fa.
Liquidità, volumi, interesse in calo
Bloomberg – qui l’approfondimento in inglese – ha pubblicato un lungo report che riguarda Binance e il suo grip sul mercato crypto e Bitcoin, ovvero le metriche in termini di volumi, di liquidità e anche di fiducia.
La fiducia verso Binance è diminuita significativamente. I volumi di trading crypto si sono spostati su asset blue chip che si trovano altrove.
È questa una delle tante affermazioni a sostegno della tesi di Bloomberg, con il virgolettato che è di Alexander Blume di Two Prime. In realtà di testimonianze ce ne sono diverse e tutte puntano in due direzioni:
- Effetti post 10 ottobre – con le liquidazioni e i minimi su Binance che sono state per impatto molto peggiori rispetto alla concorrenza diretta comparabile per solidità e presenza sul mercato;
- Effetto addio altcoin: le liquidazioni e i crash del 10 ottobre hanno punito maggiormente le altcoin a bassa capitalizzazione, oggi molto meno attrattive per gli investitori più strutturati.
Effetto Wall Street
C’è altro però – che non riguarda direttamente Binance: Wall Street ha una presenza, sia futures sia spot, molto più importante da qualche mese a questa parte – e probabilmente ne avrà una ancora più importante grazie agli avanzamenti legislativi negli USA.

Crediamo che la dominance di Binance dovrà diminuire mentre i mercati diventano più istituzionali e più bilanciati. Le istituzioni sono alla ricerca di partner più regolamentati e più stabili come Coinbase e Kraken; il passato di Binance è un problema.
Questo è invece Nathanael Cohen, che è a capo di Indigo Fund. Non è chiaro a quale passato di Binance si riferisca, se non per i problemi con il Dipartimento di Giustizia USA, che si sono chiusi con una multa, la carcerazione per quattro mesi dell’allora CEO Changpeng Zhao e accordi per una trasparenza maggiore.
C’è da aggiungere anche – qui il grafico offerto direttamente da Bloomberg su dati di Coindesk – l’arrivo dei dex in stile Hyperliquid, oggi in grado di spostare volumi un tempo impensabili.
Nel complesso è un mercato che si evolve, come ha sempre fatto, e che continuerà a farlo. Starà poi ai clienti scegliere in assoluta libertà se affidarsi a questo o quell’exchange, o se passare da canali più istituzionali, che oggi sono in grado di offrire quasi tutto almeno su Bitcoin, Ethereum e le altre principali criptovalute, come sta per fare ad esempio Morgan Stanley.
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