Mercati crypto e mercati azionari si stanno avviando alla chiusura del primo trimestre del 2026. L’anno era già iniziato nei primi due mesi in modo molto volatile e con marzo è stato anche colpito dal conflitto in Iran e dal rally del prezzo del petrolio. Su base mensile il WTI è in rialzo del +48%, mentre il Brent del +53%. Da inizio anno crescono rispettivamente del +67% e del +90%.
Primo trimestre 2026 in rosso per le crypto, vola il petrolio
Questo andamento si contrappone a quello degli indici azionari globali. In particolare possiamo osservare nel grafico allegato l’andamento dell’S&P 500, del Nasdaq e del Dow Jones, che sono in calo all’incirca tra il 10 e l’11%. Va peggio in Europa con EuroStoxx in discesa del 12,70% dall’ATH di fine febbraio, mentre il DAX registra un -11,80%. Ancora peggio il Nikkei giapponese che dal massimo storico di un mese fa è in calo del -14,55%.

Correzioni dell’S&P 500 e bear market
Le correzioni dell’S&P 500 pari ad almeno il -10% si verificano mediamente una volta all’anno, anche se in modo irregolare nel tempo. Si inizia a leggere di bear market per gli indici americani, però permetteteci di dire, ancora in modo improprio. Il bear market scatta convenzionalmente con ribassi pari o superiori al -20% e statisticamente è meno frequente, presentandosi circa ogni 5-7 anni. L’ultimo bear market risale al 2022, mentre l’ultima correzione significativa si è registrata nel 2023. Allo stato attuale gli indici azionari sono ancora in correzione.
Ecco i due asset in bear market
Allo stato attuale, l’asset che convenzionalmente è in bear market è Bitcoin, che dal suo ATH di 126.272 USDT è in calo del -47%. Anche considerando la correzione semplicemente dal picco annuale registrato a 98.000 USDT, il ribasso è del -32%.

Borderline in questo momento è l’andamento dell’oro, che aveva già fatto una discesa sotto il -20% rispetto al suo ATH di 5.626 dollari l’oncia registrato a fine gennaio, con un crollo del -27% sul minimo di 4.100 dollari. Allo stato attuale registra un -20% al valore di 4.492 dollari l’oncia.
Perché l’oro scende nonostante il conflitto
Molti sono stupiti da questo ribasso dell’oro, considerato un bene rifugio. Va però ricordato che l’oro viene accumulato in vista di problemi economici, geopolitici o eventi bellici, all’interno dei quali ora ci stiamo trovando. In queste situazioni viene talvolta utilizzato come un salvadanaio da cui attingere proprio per spese e costi conseguenti a situazioni avverse.
Inoltre l’oro soffre di un difetto, non dà cedole né dividendi. Ci stiamo ritrovando in un contesto in cui i mercati stanno scommettendo su rialzi dei tassi e crescita dei rendimenti. Usualmente questa situazione danneggia l’oro.
Il dollaro come bene rifugio

In questo scenario si è dimostrato unico bene rifugio, seppur temporaneo, il dollaro. È cresciuto contro l’euro, però soprattutto contro molte altre valute, come si può osservare sul grafico monthly del Dollar Index.
Riportiamo una panoramica di lungo periodo che parte dal 2020. Dopo una fase di correzione con test della trendline supportiva in verde di lungo periodo, c’è stato un rimbalzo con picco, fase di contrazione e discesa. Attualmente a marzo il DXY sta registrando un rialzo del +2,61% e a livello grafico potrebbe andare a rompere l’area di resistenza intorno a 100, che lo stava bloccando da luglio 2025. L’obiettivo di questo breakout è un allungo verso la resistenza vettoriale in area 103, dove passa anche la SMA 50.
L’andamento contrastato di Bitcoin

Il secondo asset che a marzo stava dando una sorta di segnale di bene rifugio è stato Bitcoin. In contrapposizione alla correzione degli indici azionari e di asset come l’oro, era invece in risalita fino a una settimana fa. Attualmente quota 66.800 USDT ed è in contrazione, azzerando la crescita messa a segno nei primi venti giorni del mese. Infatti sta lottando a cavallo della positività e negatività su base mensile.
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sia Bitcoin che l’oro dipendono dal tasso di adozione con la differenza che il primo è un asset scarso e potrebbe essere adottato in futuro come bene rifugio ma il mercato fino ad ora ci ha raccontato un’altra storia. Io continuo a preferire l’oro al dollaro e il Bitcoin ritornerà ai massimi l’unica incognita è come sempre il tempo.