Non solo i miner, non solo le DAT. A vendere (probabilmente) le proprie riserve c’è anche il governo del Bhutan, che tempo fa si faceva bello agli occhi della community degli appassionati Bitcoin con l’accumulo di $BTC ottenuti tramite mining. L’ultimo spostamento registrato è di 374,9 Bitcoin, per un controvalore vicino ai 25 milioni di dollari. La buona notizia è che queste defezioni non stanno creando grande sconquasso sul mercato. Con Bybit hai doppio cashback sulla tua carta di pagamento crypto: anche se sei già iscritto alla piattaforma, potrai comunque goderti il doppio cashback bonus.
Non è la prima volta che il governo del Bhutan cede i propri Bitcoin. Gli spostamenti, secondo quanto riporta Onchain Lens, sarebbero verso wallet di proprietà di Galaxy, che gestisce tra le altre cose un desk OTC per la vendita e l’acquisto e che dunque potrebbe essere stata incaricata dell’eventuale cessione.
1.000 Bitcoin spostati
Nelle ultime settimane il governo del Bhutan ha spostato dai wallet di sua proprietà, secondo le ricostruzioni di Arkham, circa 1.000 Bitcoin, dei quali 519,7 il 25 marzo e 123,7 il 27 marzo.
Il Bhutan ha una storia relativamente lunga nel mondo di Bitcoin, anche grazie a operazioni di mining sul suo territorio, in joint venture con aziende del settore.
Lo stato asiatico aveva raggiunto dei picchi sopra i 13.000 Bitcoin in cassa, poi lentamente scesi ai circa 4.000 che sono ancora in cassa, sempre secondo quanto riporta Arkham.
Stati, banche centrali, DAT, miner: nessuno è un holder obbligato
Al netto della questione del Bhutan, che interessa il giusto, c’è da fare un discorso più ampio sui potenziali detentori di Bitcoin di lungo periodo. Ragionevolezza vorrebbe entità come gli stati, come le banche centrali (che non sono ancora esposte, se non in casi limite), i grandi fondi e i soggetti più istituzionali come detentori obbligati.
La stessa cosa si potrebbe pensare di quelle società che hanno deciso, per conto proprio, di diventare delle tesorerie Bitcoin, ovvero società che come scopo principale hanno quello di accumulare Bitcoin. Una in particolare, che si era arrogata il cognome fittizio dell’inventore di Bitcoin, Nakamoto, ha addirittura già venduto, dopo aver distrutto il valore del titolo.
C’è una lezione da apprendere? Sì. Ovvero fidarsi di nessuno ed evitare applausi ai turisti di Bitcoin, ovvero a quei soggetti che per crearsi un pubblico di affezionati, passano da Bitcoin sapendo quanto siamo ricettivi dei big che arrivano.
Tutti possono vendere Bitcoin, come starebbe facendo il Bhutan.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
