Questa mattina il petrolio è sceso bruscamente al di sotto della soglia psicologica dei $100, tanto da causare un brutto risveglio ai trader che si erano posizionati long sul contratto $WTIOIL e $BRENTOIL di Hyperliquid. I dati on-chain parlano di centinaia di utenti liquidati, travolti dal cambio di sentiment legato alle speculazioni su un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
La situazione sul piano macro rimane comunque ancora in bilico: c’è una forte incertezza in relazione all’esito del conflitto in Medio Oriente, e i mercati rispondono in maniera imprevedibile. Stamattina il petrolio ha infatti riprovato un assalto sopra il livello dei $100, ma c’è forse qualche dato più interessante da guardare rispetto al semplice movimento dei prezzi.
Petrolio in ribasso su Hyperliquid: liquidazioni dei long
C’è più di qualche operatore che da mesi sta negoziando il petrolio sui contratti HIP-3 della piattaforma Hyperliquid, preferendo il mercato on-chain – disponibile 24/7 e con orderbook pubblico – piuttosto che altre venue tradizionali. Allo stesso tempo, c’è anche un gran numero di traders che è stato colto alla sprovvista dall’ultimo ribasso, con una quantità di liquidazioni long esplose nel giro di poche ore.
Giusto per fare qualche esempio, la whale “0xc278” – come riportato da Lookonchain – stamattina alle ore 08:00 si è vista liquidare completamente la sua posizione long dal valore nozionale di $21,3 milioni sul contratto $BRENTOIL.
Altri utenti sono nella stessa identica posizione: nel giro di poche ore, il mercato ha spazzato via posizioni altamente esposte in leva, con una somma totale di liquidazioni che sfiora i $40 milioni di PnL negativo tra $WTIOIL e $BRENTOIL.
C’è anche chiaramente chi – nonostante lo scossone – continua a rimanere posizionato long, probabilmente scettico che si possa arrivare a una rapida tregua in Medio Oriente. Questa whale, ad esempio, mantiene entrambe le posizioni aperte, pur accumulando perdite non realizzate per poco meno di $2 milioni. I suoi entry price sono $102,27 su $CL (ticker ormai sostituito da $WTIOIL) e $106,53 su $BRENTOIL.

Petrolio su Hyperliquid: i numeri che contano di più
L’andamento del prezzo del petrolio su Hyperliquid non è forse l’aspetto più rilevante che possiamo osservare in questo momento. Come dicevamo sopra, le quotazioni di breve termine del greggio dipendono da molteplici fattori su cui non abbiamo il benché minimo controllo, legati per lo più all’evoluzione del contesto in Medio Oriente a un mese dalla guerra, e alle possibili mosse diplomatiche tra Stati Uniti e Iran.
Ciò su cui invece possiamo fare qualche ragionamento più articolato riguarda alcune metriche del mercato perpetual di Hyperliquid, in particolare open interest, funding rate, volumi e cumulative volume delta (CVD) delle coppie $WTIOIL e $BRENTOIL. Nello specifico:
- Open interest: in continuo aumento già da diverse settimane, con il dato arrivato ora a $329 milioni. Stupisce tuttavia il balzo negativo durante il crollo di stamattina, che ha bruciato diversi milioni di dollari in pochi minuti.
- Funding rate: quasi sempre negativo su entrambe le coppie legate al petrolio, con pagamenti annualizzati che superano il -50%. Elemento che evidenzia uno sbilanciamento del mercato lato ask.
- Volumi: relativamente elevati nelle ultime ore, ma in calo rispetto allo shake-out del 9 marzo, e in fase discendente dal ribasso del 23 marzo.
- Cumulative volume delta: forte pressione ribassista dei volumi taker sell ogni volta che il prezzo del petrolio prova un rimbalzo. Anche questo è un segnale di maggiore aggressività da parte delle vendite, con queste ultime che hanno maggiore impatto sul book.

È importante anche specificare che queste metriche risultano praticamente identiche anche sul contratto $BRENTOIL, su altri mercati HIP-3 legati al petrolio, e anche su piazze esterne di altri exchange.
In arrivo un altro crollo sul petrolio?
Quanto visto fino ad ora potrebbe far pensare che il petrolio sia tecnicamente in una fase di distribuzione dei prezzi – con gli short che tengono in pugno la situazione – e che sui mercati di Hyperliquid potrebbe essere in arrivo un’altra ondata a ribasso. Questo è ovviamente possibile, ed anzi sembra essere al momento l’ipotesi più plausibile, ma è anche vero che il contesto resta estremamente sensibile a qualsiasi dichiarazione sul fronte geopolitico.
Tutto ciò per dirvi che in questo momento risulta poco utile provare a prevedere le prossime mosse a breve termine del petrolio, anche facendo affidamento su metriche di natura quantitativa. Invece è molto più sensato basare la propria operatività su un orizzonte più ampio e meno vincolante, tenendo conto dei diversi fattori analizzati
Il petrolio ad un prezzo eccessivamente alto fa male a tante persone e tante economie mondiali, con il rischio di innescare crisi e recessioni su larga scala. Donald Trump, così come tanti trader su Hyperliquid – come abbiamo visto – vorrebbero un prezzo del greggio più basso, sia per dare più spazio ai mercati azionari, sia verosimilmente per motivi di speculazione.
Non sappiamo se il rally delle materie prime sia ufficialmente terminato, e se questa sia solo una fase di pausa temporanea. Sappiamo però che, in questo momento, sembra esserci un velo di ottimismo in più rispetto a quanto suggeriscono i numeri.

Le previsioni di Polymarket sul prezzo entro fine giugno indicano circa un 26% di probabilità di vedere quotazioni sopra i $140, un livello che, secondo molti economisti, potrebbe creare non pochi problemi a livello macroeconomico. Sta a voi ora scegliere come posizionarvi di conseguenza.
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