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BITCOIN ISM

Tripletta positiva per l’indicatore che anticipa le bull run di Bitcoin e crypto

È un buon segnale, nonostante tutti continuino a pensare alle conseguenze della guerra.
BITCOIN ISM

C’è un indicatore che è ormai da tre mesi in rialzo o comunque in territorio positivo e che almeno secondo alcuni analisti è uno dei motori dell’eventuale ripresa di Bitcoin. Si tratta di ISM Manufacturing Index, un indice di dati soft, ovvero che è frutto di indagini statistiche e interviste ai player del settore economico (in questo caso manifattura) e che nonostante la guerra, l’inflazione rivista al rialzo e le preoccupazioni per il mondo del lavoro, rimane sopra il limite che separa il positivo dal negativo.

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L’ISM segna per il terzo mese consecutivo un livello sopra i 50, cosa che confermerebbe un Bitcoin che segue comunque grandezze macro e aspettative dei mercati, spesso anticipandole. Ne avevamo già parlato con André Dragosch di Bitwise Europe, che aveva però aggiunto anche altri particolari per leggere questo indice e la sua correlazione con Bitcoin.

Il limite dei 50

ISM Manufacturing Index non è esattamente un indice del quale si parla di frequente. Rappresenta la sintesi delle risposte di player del settore manifatturiero sulle aspettative future. Tali risposte vengono sintetizzate in un numero secco tra 0 e 100, con 50 che è il limite che separa il positivo del negativo. Sopra i 50, siamo in territorio positivo, sotto i 50 siamo in territorio negativo.

ISM Manufacturing Index - storico
ISM Manufacturing Index – storico dal 2021

Lo storico di questo grafico racconta in modo importante cos’è successo nel corso degli ultimi 5 anni. Dopo la sbornia post COVID – che è coincisa grosso modo con il top di Bitcoin del precedente ciclo, abbiamo avuto un trend negativo di quasi 5 anni, che si è parzialmente interrotto ancora una volta poco prima dei nuovi massimi di Bitcoin del 2025.

Una fotografia di una precisione incredibile, che però può essere spiegata anche in altro modo:

  • Le aspettative ISM sono condizionate dalle aspettative sui tassi;
  • Le aspettative ISM sono condizionate dalle aspettative più generali su inflazione e liquidità;

L’anomalia però è un’altra: siamo infatti davanti al terzo mese consecutivo sopra il livello dei 50 di cui sopra, con addirittura un leggero rimbalzo per il mese di marzo, mese che è stato dominato anche dalle incertezze sulla guerra, e dunque sul petrolio e dunque sul futuro dell’economia e dell’inflazione.

Ritardo da parte dell’indice? Potrebbe anche essere, ma va segnalato anche il fatto che negli USA le aspettative sui tassi sono migliori che in Europa (dove ci si aspettano 1-2 tagli) e anche sull’inflazione i venti sono assai meno preoccupanti di quelli che spirano da Francoforte.

Bitcoin potrà cavalcare questo sentiment positivo?

Potrebbe e anzi dovrebbe farlo, e in parte sarebbe confermato dalla buona performance rispetto agli altri asset risk on da quando la guerra è iniziata. Stiamo facendo enorme fatica a tornare sopra i 70.000$ e negli ultimi giorni ci siamo allineati con le principali borse, ma rimaniamo comunque su livelli più elevati di quelli che avevamo prima dell’inizio della guerra.

C’è speranza, tanta. Ma è comunque un buon segnale, che arriva mentre altri indicatori, vedi Fear & Greed, seminano invece il panico.

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