Home / Hyperliquid al top: meno concorrenza tra i DEX e mercati sempre più liquidi – i numeri parlano da soli

hyperliquid concorrenza dex liquidità petrolio

Hyperliquid al top: meno concorrenza tra i DEX e mercati sempre più liquidi – i numeri parlano da soli

Sparita la competizione nel settore dei Perpetual DEX: Hyperliquid si riprende la quota maggioritaria di open interest. Ma ora c'è da giocare in un nuovo campionato.
hyperliquid concorrenza dex liquidità petrolio

Continua ad espandersi la piattaforma Hyperliquid, ormai diventata il DEX di riferimento per il trading perpetual di tutto il comparto crypto decentralizzato. Continua soprattutto a mantenere una posizione di assoluto dominio rispetto a tutti gli altri competitor DeFi, nonostante fino a pochi mesi fa il suo scettro sia stato più volte messo in discussione dai vari detrattori.

Cerchi un broker regolamentato per fare trading? Con Mexem hai a disposizione tanti ETF a zero commissioni e diversi piani di risparmio. Inizia a guardare anche fuori dal mondo crypto e scopri nuovi strumenti per investire il tuo capitale.

Ad oggi non ha più molto senso parlare di vera e propria competizione in questo settore, se non mettendo Hyperliquid a confronto con gli exchange centralizzati, o addirittura con i grandi mercati tradizionali.

E i numeri dimostrano che – seppur ci sia ancora un certo gap con le borse più storiche – la piattaforma sta maturando e sta lavorando per migliorare l’aspetto forse più centrale del trading: la liquidità.

Hyperliquid: non c’è concorrenza con gli altri Perp DEX

Appena 6 mesi fa, tutti erano pronti a organizzare il funerale di Hyperliquid, convinti che altre piattaforme avrebbero preso il suo posto. A fine settembre 2025, il DEX Aster – spinto dallo shilling del fondatore di Binance – aveva piazzato un nuovo record dei volumi, mettendo un po’ in secondo piano i risultati del principale competitor.

Hyperliquid per un periodo ha sofferto l’avanzata di altre piattaforme della sua stessa nicchia e di tutte le campagne incentivi associate, con il risultato che molti utenti si sono spostati per farmare le varie opportunità di airdrop. Non parliamo solo di Aster, ma anche di nomi come Lighter, EdgeX e Avantis, che in tutti i casi hanno fatto un gran parlare di sé, a tal punto da ridimensionare – almeno per un periodo – il suo dominio.

Pensate che a inizio ottobre la quota di mercato di Hyperliquid nel comparto dei Perp DEX si era ridotta di circa il 50% rispetto a pochi mesi prima. L’open interest dei suoi contratti aveva subito una brusca contrazione, con un impatto ancora più forte se calcolato esclusivamente sui volumi (potenzialmente fonte di possibili operazioni di wash su tanti DEX).

Eppure, dopo aver lasciato sfogare tutte le varie campagne airdrop – con risultati assai deludenti in molti casi – gli utenti sembrano essere ritornati sulla piattaforma principale. Al momento, come riportato da Delphi Digital, Hyperliquid concentra il 64% di tutto l’open interest del segmento.

Perp DEX Hyperliquid quota di mercato
Hyperliquid OI market shareFonte dati: https://x.com/Delphi_Digital

Hyperliquid punta su nuovi mercati

Dopo qualche mese di lucida follia nel settore dei Perp DEX, la situazione sembra essere tornata alla normalità, ma Jeff Yan e tutto il team di Hyperliquid stanno continuando a lavorare per migliorare sempre di più la piattaforma.

Poco importa se non c’è più competizione in DeFi: c’è ancora tutto il settore dei perpetuals centralizzati, dove Hyperliquid compete con solo il 6% di market share. E poi ci sono anche i mercati tradizionali, che presentano strutture più storiche e molto più attrattive per il trading di asset TradFi, settore su cui il DEX si è aperto negli ultimi mesi grazie all’introduzione dei contratti HIP-3.

Si sta lavorando su tante novità come l’aggiornamento HIP-4 che introdurrà i cosiddetti “binary markets”, o sull’upgrade HIP-6 che potrebbe introdurre una sezione dedicata al launchpad di nuove crypto.

Ma il punto principale è che tutti questi nuovi mercati passano in secondo piano rispetto a un concetto chiave: quello della liquidità. Senza book profondi e spread adeguati, nessun mercato può dirsi realmente efficiente e in grado di competere con i big player della finanza tradizionale.

La supply di USDC su Hyperliquid raggiunge nuovi massimi

A tal proposito, uno dei dati più interessanti che possiamo leggere in questo momento riguarda proprio l’aumento della supply in USDC depositata all’interno di Hyperliquid. Ad oggi i numeri di Artemis parlano di $6,04 miliardi in stablecoin, di cui $3,87 miliardi bridgati tramite Arbitrum e $2,17 miliardi presenti in maniera nativa.

La cifra è ai massimi storici, e contestualmente in forte recupero dopo il calo della supply degli USDC bridged registrato nel Q4 2025. Questa, sebbene possa sembrare una metrica poco rilevante, è in realtà fondamentale perché evidenzia come negli ultimi mesi – e ancor più su un orizzonte pluriennale – la liquidità su Hyperliquid sia cresciuta in modo significativo.

Più USDC all’interno del DEX significa più denaro da impiegare all’interno dei mercati e conseguentemente più profondità sulle coppie di scambio e una migliore esecuzione degli ordini. 

Hyperliquid record supply USDC
Hyperliquid supply USDC ai massimi storiciFonte dati: https://x.com/DeFi_Andree

Hyperliquid migliora nella liquidità: il gap con i mercati TradFi inizia a ridursi

Ora, chiaramente questo aumento della liquidità non è ancora sufficiente per potersi confrontare con le maggiori borse della finanza tradizionale. Se prendiamo ad esempio i mercati del CME, che rappresentano il punto di riferimento globale per il trading di materie prime come il petrolio, il confronto con Hyperliquid appare schiacciante.

Secondo uno studio condotto da Castle Labs – che mette a confronto i contratti sul petrolio introdotti da Hyperliquid con i futures WTI del CME – emerge infatti un divario ancora significativo nella profondità di mercato. Su un campione di 432 ore di trading, entro una fascia di ±2 basis point dal prezzo medio, Hyperliquid riesce ad assorbire in media circa 152.000 dollari, contro i circa 19 milioni del CME.

Eppure, nonostante questo, lo studio dimostra come la differenza si sta riducendo molto velocemente. In sole 3 settimane, i volumi sono cresciuti moltissimo, così come lo slippage (impatto sul prezzo) per ordini di grandi dimensioni. Pensate che su un order a market da $1 milione, lo slippage è diminuito del -87%. Questo, lo ripetiamo, in 3 settimane.

Studio di Castle Labs su profondità di mercato Hyperliquid vs CME

Detto ciò, non possiamo ancora onestamente paragonare Hyperliquid con il CME. Il volume di trading medio sul Perp DEX è di $543 per utente, mentre sul mercato tradizionale il dato sale a $90.000. Per ordini da $1 milione, lo spread del CME è di 0,79 bps contro i 15.4 bps di Hyperliquid.

Capite bene dunque che i grandi player continuano per ora a scegliere la venue tradizionale più liquida. Ma per gestire trade di medie/piccole dimensioni, o per operare a borse chiuse nel weekend, Hyperliquid rappresenta già oggi un’alternativa più che valida.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments