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Aave Chaos Labs exit protocollo

Chaos Labs lascia Aave: addio al gestore del rischio. Chi protegge il protocollo ora?

Il risk manager Chaos Labs ha terminato il suo mandato di collaborazione. Importanti le cause della rottura.
Aave Chaos Labs exit protocollo

Nella giornata di ieri, lunedì 6 aprile, il team di Chaos Labs – società specializzata nel risk management delle piattaforme DeFi – ha annunciato ufficialmente l’abbandono del proprio incarico all’interno dell’ecosistema Aave. Si tratta di un’uscita che dispiace a tutti gli addetti ai lavori del protocollo e a tutti gli appassionati del progetto, visto l’ottimo lavoro svolto in questi ultimi 3 anni di collaborazione.

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La notizia arriva a distanza di poco tempo dall’addio di altre figure fondamentali per la gestione del protocollo, come quella di BGD Labs – responsabile dello sviluppo tecnico e dell’infrastruttura – e Aave Companies Initiative (ACI), entità coinvolta nel contesto della governance. Tempo di cambiamenti per Aave, che ora dovrà mettere una pezza sul fronte del rischio, soprattutto in relazione al lancio della nuova versione V4.

Chi è Chaos Labs e perché sta lasciando Aave?

Per chi non fosse troppo addentrato nelle dinamiche interne di Aave, Chaos Labs è una società che si occupa di fornire consulenza e sostegno tecnico per la gestione del rischio della piattaforma. Parliamo di una realtà storica del protocollo, che sin da novembre 2022 ha contribuito in modo significativo alla stabilità di Aave e alla sua sicurezza on-chain.

Il suo compito, per semplificare, è quello di definire e aggiornare i cosiddetti parametri di rischio, che sono quelle regole che tengono in piedi il protocollo nei momenti di stress. Pensate che fino ad oggi Chaos Labs ha aggiornato oltre 2.000 volte i parametri di Aave, svolgendo un lavoro impeccabile ed evitando situazioni di stress di volatilità o accumulo di bad debt.

Aave e Chaos Labs
Percorso di Chaos Labs con AaveFonte dati: https://governance.aave.com

Perché Chaos Labs se ne sta andando da Aave? Ci sono diversi motivi che giustificano questa scelta, tra cui sicuramente qualche attrito lato governance. Negli ultimi mesi c’è stato infatti un acceso dibattito tra Aave Labs e la DAO per questioni che riguardano brand e la gestione di alcuni flussi economici, cosa che ha portato a diverse fratture interne.

Non a caso, a seguito della disputa – che si è comunque risolta con il risultato che il team di Aave ha accettato di offrire più trasparenza e diritti alla DAO – alcuni collaboratori del protocollo hanno abbandonato il proprio ruolo, tra cui BGD Labs e ACI.  Non è però il tema della governance che ha spinto realmente Chaos Labs a dare le dimissioni, quanto più una serie di temi che toccano principalmente la gestione del rischio, budget e visione del protocollo.

Cosa non funziona più tra Chaos Labs e Aave?

Il punto che riassume questo disallineamento tra le due parti riguarda il modo con cui dovrebbe essere gestito il rischio sulla nuova versione V4. Da poco Aave ha lanciato la nuova versione, introducendo una nuova architettura con hub centrale per la liquidità e vari spoke esterni che comunicano con il protocollo ed attingono da quei capitali.

Insomma, è stata introdotta una versione che rende più efficiente la gestione della liquidità ed evita frammentazioni varie, ma che allo stesso tempo apre a sfide diverse sul fronte del rischio, anche considerando un’apertura verso fonti di revenue off-chain. Se volete approfondire, vi lasciamo qui il nostro ultimo podcast in cui trattiamo nel dettaglio l’argomento.

Aave lancia la versione V4 su Ethereumapprofondimento tecnico.

Detto ciò, evidentemente Chaos Labs non condivide certe scelte tecniche che richiedono una maggiore attenzione lato risk management, come non condivide il fatto che molti dei contributor tecnici del protocollo se ne siano andati ed ora debbano gestire un carico operativo maggiore in termini di monitoraggio.

In tutto ciò ha un impatto fondamentale anche l’esposizione legale a cui Chaos Labs è sottoposta e alla quale dovrebbe rispondere in caso di incidenti o violazioni della sicurezza di Aave. C’è infine anche un problema legato semplicemente al compenso economico, ritenuto insufficiente dalla società per prendersi la briga di mettere al sicuro la piattaforma per un nuovo anno.

Il budget offerto non basta a Chaos Labs

Come in ogni tipo di collaborazione tra professionisti, il compenso è uno dei punti che ha peso più rilevante sulle trattative. Tra Chaos Labs e Aave in questi 3 anni ci sono stati diversi accordi per stabilire un budget annuo consono all’aumento della complessità operativa. Nel tempo la cifra offerta da Aave è cresciuta progressivamente fino ad arrivare a $3 milioni per il 2025.

Secondo la società specializzata nella gestione del rischio, però, questo budget non è più sufficiente ed è ormai sottostimato rispetto al lavoro richiesto. Il protocollo è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, espandendosi su più blockchain e integrando un numero sempre maggiore di mercati, con un conseguente aumento della mole di lavoro.

Per questo, il gruppo aveva richiesto un aumento del compenso a $8 milioni per il 2026, che però è stato rifiutato da Aave, che ha offerto un massimo di $5 milioni. Non abbastanza per spingere lo storico partner a proseguire con la collaborazione, visto e considerando anche che – secondo quanto riferito dal CEO di Chaos Labs – in questi 3 anni la sua startup ha operato in perdita. 

Comunicato ufficiale del fondatore di Chaos Labs

Ad ogni modo, non sarebbero in realtà i soldi a giustificare l’addio della società, almeno dalle parole di Omer Goldberg, che ha spiegato come anche con un budget di $8 milioni l’anno avrebbe comunque rifiutato l’incarico. Non possiamo sapere tuttavia se davvero le cose sarebbero andate in quel modo, e dal punto di vista di chi vi scrive sembra anche un modo per non legare la decisione esclusivamente al mancato accordo economico.

Aave sta sottostimando il rischio?

Uno dei temi più interessanti emersi in questa situazione concerne proprio il peso economico che Aave attribuisce alla gestione del rischio. Secondo Chaos Labs il protocollo sta in un certo senso sottostimando questa componente, offrendo una percentuale da “T-Rex” rispetto a quanto pagano altre infrastrutture finanziarie.

Chaos Labs paragona Aave a una banca tradizionale, vista anche la nuova apertura verso fonti di revenue diversificate, ma a differenza di quest’ultima la piattaforma DeFi presenta il “braccino corto”. In particolare, nel 2025 Aave ha pagato il 2% del suo fatturato come budget per consulenze e gestione del rischio, mentre in generale in TradFi si paga dal 6% al 10%.

L’aumento richiesto a $8 milioni si sarebbe comunque collocato al di sotto degli standard del settore, pari a circa il 5,6% delle entrate del protocollo. Una cifra che però Aave ha scelto di non sostenere.

E ora chi si occuperà della sicurezza di Aave?

Specifichiamo innanzitutto che lo step down di Chaos Labs sarà graduale e la società accompagnerà Aave verso una fase di transizione, garantendo continuità operativa nel breve periodo. Per il resto, delle questioni inerenti al rischio se ne occuperà d’ora in poi il gruppo LlamaRisk, già attivo come collaboratore interno della piattaforma.

Si tratta di un attore già ampiamente conosciuto nella community di Aave, che ha svolto a lungo un’attività di consulenza e analisi sul fronte del rischio, contribuendo in più occasioni alla definizione dei parametri operativi e al supporto delle decisioni di governance.

Per Stani Kulechov, fondatore di Aave, l’abbandono di Chaos Labs – per quanto possa dispiacere – non comporta un problema al protocollo, che anche in passato ha dovuto affrontare ristrutturazioni interne simili. 

Fondatore di Aave interviene sull’addio di Chaos Labs

Non sembra che questa storia debba chiudersi come un dramma per Aave, che dovrà cimentarsi in nuove sfide operative ma sarà accompagnato da un altrettanto valido risk manager. Sembra piuttosto l’ennesima storia di accordi mancati, per questioni che – per quanto vogliamo girarci intorno – dipendono probabilmente in maniera importante dal fattore denaro.

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