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Anche PEPE arriva a Wall Street. Richiesta shock di un gestore di capitali fuori dal coro

La giostra degli ETF non si ferma. Canary ne vuole ora uno molto particolare.
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La ETF Mania non ha rallentato ancora. Canary, il più giovane dei gestori che si occupa di Exchange Traded Funds a tema crypto, ha inviato poche ore fa una richiesta di approvazione per un ETF su $PEPE, uno dei meme token più apprezzati e con più elevata capitalizzazione.

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Canary è già nota al grande pubblico per diverse richieste di approvazione insolite, che coinvolgono altcoin di scarso interesse per i gestori più articolati come BlackRock e Fidelity. La stessa società emittente gestisce l’ETF su Ripple di maggior (nonostante la concorrenza di 21Shares, Grayscale, Bitwise, Franklin Templeton).

Un ETF su Pepe? Davvero?

L’errore che si commette più spesso nel valutare certe operazioni è di voler a tutti i costi giudicare la qualità dell’asset sottostante. $PEPE può non piacere, così come possono non piacere i meme token, ma non è questo il punto.

Gli ETF non offrono alcun tipo di giudizio: sono strumenti che offrono agli investitori una modalità di investimento semplice, immediata e spesso tramite gli stessi intermediari che utilizzano per i mercati tradizionali.

C’è poi una seconda questione: Canary non può certo competere sui principali asset crypto con giganti delle proporzioni di BlackRock o Fidelity, ed è dunque costretta anche a giocare di rapidità, cercando di arrivare prima degli altri.

Parliamo dello stesso gestore che se la sta giocando con Bitwise con i suoi ETF su Ripple $XRP e che dunque ha già dimostrato una buona capacità di penetrazione nei mercati.

Ai mercati piacciono gli ETF sui meme?

Per ora l’unico raffronto che abbiamo è quello degli ETF su Dogecoin che sono stati lanciati da Grayscale, 21Shares e Bitwise. Inflow praticamente nulli, con i prodotti che se sommati hanno asset per soli 9 milioni di dollari. Non esattamente un successo, almeno secondo i canoni ai quali ci hanno abituati altri prodotti del comparto.

Staremo a vedere se quelli su $PEPE, una volta approvati, riusciranno a raccogliere maggiori entusiasmi e capitali. Non è detto che non sia questo il caso, dato che con ogni probabilità verranno approvati soltanto tra mesi.

Gli ETF su $PEPE infatti non possono in alcun modo godere del nuovo processo abbreviato di approvazione: non ci risulta che abbiano dei futures già quotati negli USA presso piazze regolamentate e con contratti compliant con gli standard di CFTC. La procedura dovrebbe dunque essere relativamente lunga.

Le crypto meme hanno ricevuto già una sorta di ok da parte di SEC, che nella sua più recente tassonomia, ha confermato di non ritenerle in alcun modo delle security, e dunque stabilendone la libertà in termini legali.

Con ogni probabilità vedremo ancora arrivare ETF particolari, con la fascia alta del mondo crypto che è stata ormai completamente occupata.

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