L’assetto istituzionale degli Stati Uniti avrà mille difetti, ma un pregio che chi vi scrive invidia molto a Washington. I segretari dei principali dipartimenti, quelli che sarebbero i nostri ministri, talvolta si armano di carta e penna e scrivono editoriali sui più grandi giornali. Lo fanno per dire la propria su temi importanti e per avviare una discussione pubblica che in Italia – triste sottolinearlo – difficilmente si ha su questi livelli. A scrivere su The Wall Street Journal è il Segretario del Tesoro Scott Bessent. Il tema è quello del Clarity Act, la più importante legge USA che dovrebbe normare il settore crypto.
Il Clarity Act è fermo fuori dal Senato – non riesce ad andare avanti, e aumentano anche tramite questi canali le pressioni del governo USA affinché venga approvato.
I punti salienti dell’intervento di Scott Bessent
Il discorso di Scott Bessent è semplice: gli USA devono il primato dei propri mercati anche a regole chiare, credibili e alla volontà di adattarsi alle novità. Questi temi si intersecano con il mondo crypto e richiedono un’azione immediata, perché al momento mancano:
- Regole chiare
- Regole credibili
- Volontà di aprirsi alle novità
Tutte queste mancanze si potrebbero superare con l’arrivo del Clarity Act: non a tutti piacciono gli ingredienti, non a tutti piace come è stato cucinato, ma è necessario che venga portato in tavola, perché i danni dell’immobilismo sarebbero ben più gravi di quelli di una legge imperfetta.
Frecciata anche agli integralisti crypto
C’è però spazio anche per qualche frecciatina agli integralisti del mondo crypto. Scrive infatti Bessent:
Anche se i crypto nichilisti potrebbero sostenere il contrario, c’è un solo modo di dare agli sviluppatori e agli imprenditori la sicurezza mentre tornano negli USA: leggi che durano. Il Congresso si è mosso con decisione con il Genius Act [il gruppo di leggi sulle stablecoin, N.d.R.] e il Clarity Act è il prossimo passo necessario.
Il riferimento è a chi – nel mondo crypto – sta organizzando barricate affinché spunti la possibilità di offrire rendimenti sulle stablecoin. Una questione (non l’unica, per carità) che è il principale motivo di scontro tra diversi schieramenti.
Cosa manca dall’analisi di Bessent
L’editoriale firmato da Scott Bessent è in larga parte condivisibile, anche se omette un’altra questione.
I crypto affari del Presidente Donald Trump sono stati e saranno di ostacolo a una soluzione condivisa tra repubblicani e democratici. Di più, nonostante gli attriti siano evidenti, il presidente degli Stati Uniti non sembrerebbe avere alcun tipo di intenzione di fermarsi.
A breve presenzierà a un altro evento legato al token $TRUMP – mentre i figli si arricchiscono con progetti collaterali, sia sul mining, sia invece nel mondo della DeFi.
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