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Mercati analisi

Bitcoin a 73.000$, azioni e crypto ok: i mercati stanno sbagliando sul conflitto? C’è un pericolo…

Dati macro non spaventano. Bitcoin e crypto a trazione USA. Il riassunto a borse chiuse.
Mercati analisi

La settimana di trattative dei mercati tradizionali si chiude in positivo per Bitcoin e crypto, che sfruttano un rinnovato appetito degli investitori istituzionali o comunque di grandi dimensioni. Se c’è un dato che emerge da queste ore è infatti l’assenza, ancora una volta, del pubblico dei retail, che si tratti di piccoli investitori asiatici, europei oppure del continente americano. Ci sono tanti dati che confermano una fase interessante e anomala per il mercato crypto – che analizzeremo in anticipazione di un weekend che sarà ancora dominato dalle notizie che arriveranno dal fronte iraniano.

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Ci sono poi altri dati: durante la sessione USA il mondo crypto continua a muoversi in parallelo con i principali indici, salvo poi muoversi come preferisce al di fuori delle ore di trading di New York. E ci sono almeno un paio di anomalie.

Chi sta investendo in Bitcoin (e crypto)?

Su Bitcoin la risposta è piuttosto chiara. C’è Strategy che – almeno dai conteggi relativi alle emissioni di azioni preferred $STRC – lunedì prossimo dovrebbe confermare acquisti importanti per quantità. Certo, da sola non può mantenere a galla il mercato e non può fare il prezzo, ma è comunque un segnale importante di ciò che sta avvenendo a New York.

Stesso discorso per gli ETF? Tra poche ore avremo i dati. La sessione di giovedì è stata comunque positiva – complice una BlackRock tornata sugli scudi a conferma di un maggiore appetito per Bitcoin da parte degli investitori più strutturati.

Coinbase Premium andamento
Andamento del premium Coinbase piuttosto chiaro

A ulteriore conferma del dominio degli istituzionali USA in queste giornate, c’è il premium di Coinbase – ovvero lo scarto di prezzo tra Coinbase e i principali exchange. Quando è verde, Bitcoin torna a correre. Una tendenza non nuova, ma che segnala come il prezzo sia deciso in queste ore più a New York che altrove.

Fear & Greed ancora su livelli molto bassi

Venti di guerra torneranno a pesare?

La situazione in Iran è tutto fuorché risolta. Quanto si legge sui giornali USA segnala inoltre ulteriore pressione su Donald Trump, restio non a un nuovo intervento, ma a mettere in sicurezza Hormuz assumendosene la responsabilità politica.

Oggi Kevin Hassett ha parlato della possibilità di vedere lo stretto di nuovo a pieno regime entro due mesi, tempistiche che i mercati potranno difficilmente accettare senza creare nuovi sconquassi. La speranza è che il weekend, che dovrebbe ospitare nuovi incontri tra Iran e USA, possa portare consiglio.

CPI andamento
Inflazione risente dell’andamento degli energetici

Borse troppo ottimiste?

È l’altro aspetto del quale si tornerà senza dubbio alcuno a parlare nelle prossime ore e nei prossimi giorni. I mercati hanno tutto sommato tenuto, di fronte a quella che potrebbe essere una crisi molto grave.

Core CPI
Core più tranquilla, perché esclude dal conteggio gli energetici

Gli effetti si sono visti anche oggi sull’inflazione headline, che include il prezzo degli energetici. Valgono da soli lo 0,7%, segnale che se la crisi non passerà, le cose si complicheranno non poco anche per Jerome Powell.

Per chi vuole guardare il bicchiere mezzo pieno – e sono in tanti, Powell compreso – un problema temporaneo. Per i più pessimisti invece una questione che le borse non hanno ancora prezzato.

La verità, come spesso accade, probabilmente è nel mezzo.

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