Si può perdere un mazzo di chiavi. In qualche caso ci si può anche dimenticare di dove abbiamo parcheggiato la macchina. Chi è però impegnato in affari ben più seri dei nostri può perdersi anche delle mine. O almeno questo è quanto avrebbero raccontato le autorità iraniane a quelle americane. Il tema è, ancora una volta, quello di Hormuz, stretto che sarebbe stato minato all’inizio della guerra e che oggi andrebbe sminato. Operazione non così complicata, se solo qualcuno si ricordasse dove sono state… posizionate le mine.
Che sia vero o meno, conta poco. Riaprire Hormuz è complicato, ed è probabilmente più complicato di quanto credano i mercati, almeno a giudicare dal prezzo del petrolio sul mercato dei futures.
Trattative complicate
Fortunatamente certe notizie arrivano quasi sempre a mercati chiusi. E per la reazione dei mercati, quella vera, dovremo aspettare la tarda serata di domenica. Per ora tutto tace, coperto dall’assordante silenzio dell’incredulità. Diverse testate statunitensi battono quello che per ora è un pettegolezzo, rumors, come dicono quelli bravi. Il punto è che però ci sarebbero delle mine nello Stretto di Hormuz e le autorità di Teheran non avrebbero idea di dove si trovino al momento.
Riaprire pertanto al transito sarebbe impossibile. E sarebbe per questo motivo che Teheran non ha ancora dato seguito a quanto contenuto negli accordi per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Vorremmo tanto riaprire, ma si rischia il caos.
Che sia vero o meno conta il giusto: la sola minaccia della presenza di mine – e l’impossibilità presunta di collaborare per la loro rimozione – è un problema. Gli Stati Uniti, aggiungono i media americani, non sarebbero granché contenti di farsi carico di una missione esplorativa per poi procedere all’eventuale rimozione.
Mercati tranquilli anche su Hyperliquid
I mercati sono per ora tranquilli, vuoi perché le piazze principali sono chiuse, vuoi perché si sta facendo trading sui contratti sul petrolio soltanto su Hyperliquid, mercato decentralizzato che però conta ancora molto poco nel grande quadro delle scommesse sul prezzo del petrolio.

Di più: la diffusione di questo pettegolezzo non ha mosso prezzi che sono scesi in modo consistente rispetto ai massimi del 7 aprile. Staremo a vedere se alla riapertura di domenica delle principali piazze futures ci sarà ancora tanta tranquillità. Delle due l’una: o i mercati credono che Hormuz possa comunque tornare alla normalità a breve, oppure non se ne curano. I più pessimisti trovano entrambi questi possibili atteggiamenti come poco cauti.
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