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Anche Meta copia Elon Musk: AI a rischio? Venderà potenza di calcolo che non riesce a usare

Anche Mark Zuckerberg ha potenza di calcolo da vendere. Per farlo si inventerà un nuovo servizio di cloud computing.

19:07 • Pubblicato 01/07/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Meta segue, ancora una volta, le decisioni di Elon Musk. E le replica. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg sarebbe infatti pronto ad attivare una divisione cloud per vendere la potenza di calcolo in eccesso. In eccesso di cosa? È questa la domanda che sta sollecitando diverse riflessioni tra gli investitori.

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Eccesso rispetto a quanto si è acquistato e messo in funzione. È un primo segnale della stanchezza del mondo AI? Dell’eccesso di investimenti e dunque della cattiva allocazione dei capitali, raccolti in fretta e furia e a qualunque costo? È certamente questa una serie di domande interessante. Le risposte però sono ancora incerte.

Prima xAI, poi Meta

I fatti da mettere in correlazione sono due. xAI, la divisione intelligenza artificiale del conglomerato SpaceX – che fa capo a Elon Musk – sta già vendendo da tempo potenza di calcolo che non utilizza. Lo sta facendo tramite contratti 1:1 – tra i quali il più importante è forse quello siglato con Google.

Ora sembrerebbe toccare a Meta. Anche il gruppo dei social guidato da Mark Zuckerberg avrebbe intenzione di offrire a mercato almeno parte della sua potenza di calcolo. Anche questa, ça va sans dire, in eccesso. Ed è sulla locuzione in eccesso che stanno dibattendo gli investitori e gli analisti.

Un’incredibile corsa alla raccolta prima e all’impiego di capitale poi, alla quale hanno partecipato tutti gli operatori del comparto, sembrerebbe aver lasciato più di qualcuno con così tanta potenza di calcolo da poterla… rivendere, anche ai concorrenti.

Segnale di stress del settore?

Sono in diversi a parlare di bolla AI, tenendo conto degli enormi investimenti effettuati da diversi dei principali hyperscaler. Da Google a Meta, passando per SpaceX e anche per tante aziende di seconda battuta, come ad esempio Oracle. Una situazione che ha comportato ed è figlia di una corsa ad accaparrarsi più GPU, chip, memorie, energia possibile. Con il risultato che oggi chi non ha servizi da vendere in gran numero e con tanti clienti (Grok, Meta, entrambe fanno parte di questo sfortunato insieme) si trova nelle condizioni di dover rivendere quanto acquistato.

Certo, sono noleggi nel migliore dei casi, e dunque sia xAI sia Meta potranno tornare a utilizzare potenza di calcolo della quale hanno la proprietà. Tuttavia c’è chi si chiede – forse non senza un pizzico di ragione – se sia uno dei primi segnali del bisogno di rallentamento del settore.

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Caporedattore e Content Strategy

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  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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