DeXe (DEXE) è stato al centro di uno dei rialzi più violenti del 2026. Il token ha toccato il massimo storico a 48,89 USDT il 13 luglio, con oltre +1.200% da inizio anno. Qualcosa però non tornava, e i nodi sono venuti al pettine con il crollo di questa settimana. La discesa vale -95% e ha riportato in negativo anche il bilancio annuale.
DeXe crolla del -95% in una settimana
Il quadro di DEXE risulta compromesso su tutti gli orizzonti temporali. Su base weekly segna un -95% che porta in rosso l’andamento annuale a -28% con la market cap scesa a 202 milioni di dollari, con il prezzo attuale a 2,514 USDT. Sul picco dell’ATH toccato a luglio la market cap aveva segnato 3,520 miliardi di dollari.
Un protocollo cresciuto senza numeri
DeXe è un protocollo che fornisce l’infrastruttura software per creare e gestire DAO, con funzioni di governance, tesoreria e voto on-chain. Il protocollo non ha mai pubblicato le proprie commissioni o ricavi ricorrenti confrontabili con quelli di Aave o Lido, per citare due esempi. DeXe ha avuto questa crescita esponenziale basata su un’assenza di dati e di ricavi pubblici. Nessun investitore poteva misurare quella valutazione, nonostante un TVL dichiarato vicino a 1,7 miliardi di dollari e circa 50.000 detentori. Inoltre il progetto non aveva mai chiarito quale fosse l’offerta massima del token.
Cosa è successo il 21 luglio
Il 21 luglio due wallet multisig collegati al progetto hanno trasferito circa 625.000 DEXE su Binance. Il controvalore dell’operazione si è avvicinato ai 6,2 milioni di dollari, e i token sono stati venduti poco dopo. I trasferimenti sono passati attraverso wallet intermedi prima di raggiungere gli indirizzi dell’exchange, secondo i dati on-chain diffusi dagli analisti. Una vendita da pochi milioni di dollari si è trasformata in un crollo. Il caso di DeXe ricorda molto da vicino il crollo di Mantra di un anno fa.
Il crollo di DEXE sul grafico weekly

Sul grafico weekly di DEXE abbiamo la panoramica dei movimenti avvenuti nell’ultimo anno. Il token aveva già subito il flash crash di ottobre, con un minimo a 0,13 USDT, seguito da un forte rimbalzo. È poi arrivata una fase di contrazione, proseguita a inizio anno fino al minimo di febbraio in area 2 USDT.
Da questo minimo annuale è partita la fase di rialzo che, nell’arco di 23 settimane, ha portato a luglio a segnare l’ATH a 49,43 USDT. Dal minimo di febbraio il progresso è di circa il +2.000%. La settimana scorsa è arrivata una prima contrazione, mentre la candela weekly di questa settimana è esplicita e non ha bisogno di commenti.
Oggi DEXE è in progresso di circa il +50% al momento di questa stesura. Il recupero riguarda però soltanto la distanza dai minimi toccati a 1,56 USDT durante la fase di capitolazione. Il silenzio del team resta il problema principale, insieme a un flottante ridotto che amplifica ogni ordine di vendita in arrivo. Restare lontani da questo token appare la scelta più prudente finché non arriva una comunicazione ufficiale.
I dubbi che restano aperti
Nessun exploit del protocollo risulta confermato al momento della pubblicazione di questo articolo. Le verifiche sui feed di notizie e sugli annunci degli exchange non hanno trovato riscontri di un attacco o di un delisting. Molti trader parlano di rug pull, tuttavia al momento resta un’ipotesi ancora in cerca di prove on-chain. Inoltre, fatto ancora più grave, il team non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sui trasferimenti dai wallet né sul crollo del prezzo.
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