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Hacker nordcoreani contro la Corea del Nord. Maxi truffa con crypto spedite in Cina

Ancora hacker nordcoreani nello spazio crypto. Questa volta però contro il loro stesso stato.

11:46 • Aggiornato 27/07/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Chi di hack ferisce di hack perisce. Gli hacker sponsorizzati dal governo della Corea del Nord sono diventati la minaccia più grande nel mondo crypto. Hanno sottratto miliardi, sconquassato protocolli, mandato sul lastrico migliaia di investitori. Questa volta però a dover fare i conti con loro è stato il loro stesso sponsor, ovvero il governo della Corea del Nord. Una situazione ai limiti della fantascienza, che ha visto suddetti hacker attaccare – secondo diversi report – la Banca Centrale e altri gangli del sistema finanziario di Pyongyang.

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I fondi precedentemente sottratti tramite certe operazioni “sponsorizzate dallo stato” sarebbero stati sottratti, convertiti in crypto e portati fuori dal Paese. Secondo gli stessi report, gli attacchi avrebbero inoltre contribuito a seminare il panico tra i più alti ufficiali nordcoreani.

Rubare ai ladri

Gli attacchi, secondo i reportage, sarebbero partiti dallo stesso personale IT impiegato a più riprese dal governo nordcoreano.

Il gruppo, secondo le accuse, avrebbe infatti bucato le difese informatiche della Banca Centrale, avrebbe convertito le criptovalute in cash tramite dei broker cinesi e li avrebbe trasferiti – poco a poco per non destare sospetti – al di fuori del paese.

Rimane da segnalare il fatto che la notizia è stata diffusa da Daily NK e non può essere verificata. Secondo quanto riportato dallo stesso giornale, sarebbero stati già compiuti degli arresti.

Secondo le fonti, i leader di questo attacco sono soldati che sono stati rimossi dalle operazioni dell’unità cyber del Bureau dell’Intelligence. Dopo aver lasciato l’incarico, hanno reclutato giovani prodigi dell’informatica dall’Università Kim Chaek e dall’Università di Pyongyang e hanno formato un gruppo segreto per il trasferimento illecito di criptovalute, allo scopo di arricchimento personale.

Sempre secondo quanto riporta il giornale il gruppo avrebbe accumulato enormi ricchezze.

Lazarus e altri

La Corea del Nord rimane la più grande minaccia alla sicurezza informatica del mondo crypto. Il gruppo riconosciuto come Lazarus – sponsorizzato dalle autorità di Pyongyang – ha sottratto miliardi tramite i più incredibili hack di exchange e anche di protocolli decentralizzati.

Di recente MetaMask avrebbe assunto per sbaglio uno sviluppatore del gruppo di cui sopra, sfiorando, come riportato da Alessandro Adami, un’autentica tragedia.

Curioso però che ora ci siano problemi anche sul fronte interno. Chi è stato demansionato non solo ha dello scontento da sfogare, ma anche desiderio di arricchirsi.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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