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Legge pro crypto USA: potrebbe esserci la svolta. Lunedì prossimo al voto in Senato? Ecco i numeri

È presto per festeggiare, ma c'è un'evoluzione positiva.

22:56 • Aggiornato 27/07/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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È ancora presto per parlare di miracolo. Tuttavia la strada potrebbe essere quella giusta. Voci di corridoio sempre più insistenti indicano il 3 agosto prossimo come il giorno in cui si potrebbe vedere la votazione sul Clarity Act, la legge sui mercati crypto che coinvolge exchange, protocolli DeFi e in parte anche quanto si potrà fare, negli USA, con le stablecoin.

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Questo almeno secondo quanto sta facendo circolare Coinbase, per un fronte del sì che conta ormai anche tutte le principali società che si occupano di crypto in via collaterale, comprese Fidelity e BlackRock, entrambe con interessi diretti nel mondo crypto che vanno oltre gli ETF. Nel caso in cui si dovesse riuscire a portare il testo in Senato e farlo votare, le cose si potrebbero fare complicate per il fronte del no. Per il momento comunque mancherebbero dei voti. Ne servono, dato che siamo in Senato USA, 60 su 100.

E se i democratici…

Il parere più interessante sulla questione è arrivato la scorsa settimana da Anthony Scaramucci. Ex del team di Trump, è diventato negli anni uno dei suoi più acerrimi nemici, pur rimanendo un forte sostenitore del mondo crypto. Per Scaramucci il voto potrebbe complicare le cose per il fronte del no, dato che in diversi tra i senatori democratici non vorrebbero passare per anti-crypto, in particolare di fronte all’elettorato più giovane.

Tuttavia lo stato maggiore del Partito Democratico starebbe cercando di trasformare la votazione in un referendum su Donald Trump. Chi vota a favore del Clarity Act, vota di fatto a favore del presidente, almeno secondo l’impostazione che il Partito vorrebbe trasmettere anche all’opinione pubblica.

Meglio votare che no

Non si possono vincere partite che non si giocano, e sarà comunque positivo portare al voto un provvedimento che ha ormai un anno e sul quale si è discusso in modo acceso.

Donald Trump, almeno secondo la stampa finanziaria americana, rimane il principale ostacolo per l’approvazione. Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti accumulato enormi fortune con le sue attività crypto – e parte della discussione è stata proprio su eventuali limitazioni all’attività dei membri del governo nel mondo degli asset digitali. Le limitazioni sono state incorporate nell’ultima versione del testo, anche se i democratici non le hanno trovate soddisfacenti.

Saranno giorni intensi di dibattito per strappare qualche voto ai dem. Ne servono sette, dato che i repubblicani dovrebbero votare compatti.

Ad ogni modo, i tempi per far passare la legge già in agosto, a meno di clamorosi stravolgimenti, non ci sono. Portarla al Senato sarà comunque un buon risultato per il comparto.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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