La disoccupazione USA scende rispetto alla lettura del mese precedente ed è leggermente più bassa anche delle previsioni degli analisti. Il dato è del 4,1%, contro attese del 4,2%. Leggermente in calo però il tasso di partecipazione al lavoro, che in diversi tra analisti e membri di Fed avevano indicato come il vero dato da seguire. Non ci sono comunque segnali chiari dal mercato del lavoro, che nonostante le profezie di sventura rimane su livelli bassi e comunque al di sotto del picco di pochi mesi fa in termini di disoccupazione.
Bitcoin e crypto non hanno reagito al dato. $BTC rimane in quota 65.000$, che aveva raggiunto nel corso della mattinata, così come rimangono più o meno sugli stessi livelli le altre crypto, con un tentativo di recupero di Ethereum sopra quota 1.950$. La risposta definitiva arriverà però dalla riapertura delle piazze USA, alle 15:30 ora italiana.
Nessuna grossa sorpresa dal mondo del lavoro, tranne…
Il mondo del lavoro USA tiene. I dati sulla disoccupazione indicano infatti un 4,1% incoraggiante, leggermente più basso del dato del mese precedente (+4,2%) e del dato atteso dai mercati (4,2%, in linea con la lettura precedente.
Discorso però leggermente diverso per quanto riguarda il participation rate, ovvero il tasso di partecipazione al mercato del lavoro, dato che ha assunto un’importanza significativa soprattutto nelle ultime settimane, quando a letture edificanti sulla disoccupazione si accompagnavano analisi che facevano notare come il tasso di partecipazione fosse in realtà in calo.
Il calo si è fatto registrare anche questo mese: 61,4% contro il 61,5% di un mese fa, segnale questo di una forza soltanto relativa del mercato del lavoro, che richiederà quanto meno un’analisi da parte di Federal Reserve e che potrebbe tenere almeno parzialmente i falchi a bada.
A complicare il cammino dei falchi c’è il numero negativo sulle nuove buste paga. Ci si aspettava una crescita di 80K unità. La realtà invece è un numero negativo: -23K.
Non sarà comunque il mercato del lavoro a essere la maggiore preoccupazione delle autorità monetarie USA. Dalla complicata situazione dello yen e dal pasticcio degli interventi congiunti fino a un’inflazione che – con il ritorno del conflitto in Iran – potrebbe riprendere a mordere.
Alla riapertura delle contrattazioni a New York troveremo forse una direzione più chiara e un’interpretazione dei dati più autentica da parte degli operatori di mercato. Per ora tutto tace, senza che ci sia effettivamente alcunché da commentare. Resilienza sì, ma con qualche dato che la mette in dubbio.
Si potrà in questa situazione pensare a un aumento dei tassi, che è poi la questione che interessa di più i mercati?
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