In Brasile stop a trasferimenti crypto sopra i 10.000$, per combattere le truffe. Più regole per gli exchange
Stop ai trasferimenti superiori ai 10.000$. Per 24 ore gli exchange dovranno fermare gli spostamenti e...
12:47 • Pubblicato 09/08/2026
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La Banca Centrale del Brasile ha un’idea semplice per fermare le truffe crypto. L’idea è quella di imporre agli exchange dei ritardi nei trasferimenti al di fuori delle loro infrastrutture, nel caso in cui la transazione superi, per controvalore, i 10.000$. A dover subire dei ritardi dovranno essere anche le transazioni di importo inferiore, ma che presentino al tempo stesso dei profili di rischio.
L’idea si è già trasformata in ordine per tutti gli exchange che operano nel Paese e che, volenti o nolenti, dovranno adeguarsi. Riuscirà la norma della banca centrale a fermare le truffe?
Quando si applica la regola e come funziona?
La regola sarà applicata a tutti i trasferimenti di valuta fiat o in criptovalute presso gli exchange che sono autorizzati a operare in Brasile, nel caso in cui dovesse seguire poi un trasferimento verso wallet propri o verso exchange non autorizzati o comunque operativi all’estero.
Tutti i trasferimenti superiori ai 10.000$ di controvalore, in un’unica soluzione o divisi tra più operazioni, saranno soggetti al ritardo. Ci sarà poi la possibilità di ritardare i trasferimenti per somme inferiori, se l’exchange li riterrà a rischio.
Il blocco del trasferimento sarà poi eliminato dopo 24 ore, a patto che non emergano però profili di criticità e non ci siano segnalazioni di truffa.
L’obiettivo è quello di dare alle vittime e alle autorità uno spazio temporale entro il quale poter intervenire, senza che i truffatori possano spostare con rapidità i fondi.
In aggiunta, c’è la volontà di imporre agli exchange verifiche e controlli aggiuntivi sui trasferimenti.
Le associazioni di categoria non sono d’accordo
Le associazioni di categoria non hanno apprezzato lo sforzo della banca centrale, e ritengono che le nuove norme finiranno per imporre limitazioni importanti all’operatività degli exchange, favorendo quelli esteri.
Il problema delle truffe a tema crypto è comunque diffuso in tutto il mondo, senza che il passaggio dagli exchange sia oggi poi così importante per chi vuole trasferire fondi. Inoltre, i grandi hack possono prendere strade alternative, anche tramite exchange offshore compiacenti.
Sarà comunque il tempo a decidere: vedremo se potremo assistere o meno a una parziale soluzione all’annoso problema delle truffe finanziarie, delle quali una parte passa appunto dagli ecosistemi crypto.
Non è chiaro per il momento quale sarà l’impatto della norma, al netto della difficoltà maggiore di spostare somme di denaro eventualmente modeste per 24 ore, rendendo così gli exchange crypto più lenti, per il trasferimento di denaro, rispetto alle banche classiche.
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