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Whale Bitcoin crollo prezzo vendita

Una misteriosa whale ha depositato su exchange 486 milioni di dollari in Bitcoin: sta per scaricare tutto?

Questa whale potrebbe essere intenzionata a vendere grosse quantità di Bitcoin. Ecco tutto ciò che sappiamo.
Whale Bitcoin crollo prezzo vendita

Secondo quanto riportato da diversi analisti on-chain, nel corso delle ultime tre settimane una whale sconosciuta avrebbe prelevato dal suo wallet personale (e depositato su Binance) una somma pari a 7.513 $BTC, per un controvalore di circa 486,9 milioni di dollari. Di questa maxi cifra, che ora sta destando preoccupazione tra gli investitori, 1.019 $BTC – pari a 66,4 milioni di dollari – sono relativi a una transazione eseguita solo poche ore fa.

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Non è chiaro chi si possa nascondere dietro questo indirizzo, né quali siano le intenzioni di un’ondata di prelievi così intensa dal suo wallet. Tra gli esperti, c’è chi parla di possibili vendite, di cui una parte potrebbe essere già avvenuta, e chi invece indica che potrebbe trattarsi di un’entità connessa in termini operativi con Binance e altri CEX. In ogni caso, nonostante questa potenziale “minaccia”, $BTC non sembra aver risentito particolarmente sui grafici, con i prezzi che nelle ultime sessioni si sono mossi solo di pochi punti percentuali.

Whale multimilionaria deposita su Binance 486 milioni in Bitcoin

Lookonchain è stato tra i primi account su X a segnalare i movimenti sospetti della whale di Bitcoin, tracciando tutte le sue recenti transazioni in uscita verso gli hot wallet di Binance. Dallo storico delle transazioni possiamo individuare un pattern ricorrente: prima di ogni deposito, l’entità ha sempre ricevuto i fondi da un nuovo indirizzo (fresh wallet), per poi trasferire tale somma su exchange.

Sembra quindi che l’indirizzo “bc1qsylwjhesm58uw9vsp7vwgadq5fqna4e3e8qnpd”, ovvero il protagonista dei 7.513 $BTC trasferiti on-chain, sia solo un portafoglio di transito che raccoglie fondi da molteplici fonti diverse, prima di inoltrarli su Binance. Potrebbe non essere dunque il “main wallet” dell’investitore che si cela dietro il suo immenso patrimonio, ma solo uno dei tanti wallet a sua disposizione.

Balena deposita 486 milioni in Bitcoin su exchange

Il wallet è di un vecchio miner di Bitcoin?

Gli indirizzi che hanno inviato Bitcoin a questa entità hanno ognuno uno storico differente, con tracce di transazioni risalenti anche a più di 7 anni fa sul mercato, segno che non stiamo parlando di un operatore recente ma di qualcuno che risiede sul mercato da diverso tempo. Questo dettaglio tuttavia non ci aiuta a fare chiarezza sulla possibile identità della whale.

Se invece proviamo ad analizzare chi ha finanziato inizialmente il portafoglio di questo maxi holder, possiamo notare che i primi Bitcoin provengono da un wallet legato ad attività di mining. Infatti, tre settimane fa, prima che iniziasse l’ondata di depositi su Binance, l’entità aveva ricevuto 3 $BTC da un indirizzo etichettato come di proprietà di un miner.

Miner primo trasferimento Bitcoin wallet della whale
Miner finanzia il wallet della balenaFonte dati: https://arkm.com

La stessa Lookonchain suggerisce che la whale potrebbe essere semplicemente un miner che sta cercando di disfarsi dei Bitcoin minati durante gli ultimi anni. Questa però appare come una lettura superficiale che dà per scontato troppi fattori, seppur in qualche modo sia coerente con i movimenti aggregati di tutta la coorte dei miner, che negli ultimi 30 giorni ha visto un deficit complessivo di circa 6.150 $BTC in termini di saldo.

Sarebbe in realtà anche congruente con gli scarichi di MARA, che di recente ha spostato 290 milioni in Bitcoin, come parte di una strategia di riallocazione dell’energia verso il trend dell’AI.

Il vero dato interessante non riguarda l’identità della whale

Scavando più a fondo nei vari indirizzi che hanno finanziato la whale, possiamo notare come questo operatore non sia connesso solo con Binance, ma anche con molteplici altri servizi di trading e custodia del settore crypto, tra cui Uphold, Bitfinex, Bitso, Kraken, Crypto.com e FalconX. Addirittura, alcune transazioni rimandano a indirizzi di proprietà di società ormai andate in bancarotta, come FTX e Voyager.

Dunque, è plausibile che la balena non sia altro che un market maker incaricato di distribuire liquidità tra varie piattaforme per favorire il trading di Bitcoin. Il fatto che sia stata finanziata inizialmente dal wallet di un miner potrebbe essere solo una strategia per nascondere la propria identità dai più curiosi come noi.

Ad ogni modo, sapere il nome e cognome della balena ci interessa in realtà relativamente poco. La parte più curiosa di questa vicenda, come anticipato sopra, è che il prezzo di Bitcoin ha retto molto bene nonostante la notizia dei trasferimenti per quasi mezzo miliardo di dollari. Inoltre, tutto ciò è avvenuto nel mezzo di un periodo non troppo positivo per la criptovaluta, reduce dall’hack di Coldcard che aveva scatenato il panico tra gli utenti.

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