Ripple sarebbe quasi pronta al passaggio a tecnologie quantum resistenti, ovvero basate su crittografia in grado di resistere all’arrivo dei quantum computer. A dare una mano agli sviluppatori, secondo quanto riporta CoinDesk, ci sarebbe un modello di Claude di Anthropic, che starebbe velocizzando le operazioni di sviluppo e dunque di arrivo al punto di resistenza.
L’obiettivo è di non aspettare fino a quando il quantum computing diventerà una minaccia immediata. È di importanza critica essere sicuri che l’infrastruttura finanziaria possa evolvere oltre quel punto senza che vengano danneggiati i sistemi, gli asset e gli utenti.
Questo è il commento di Ayo Akinyele – che è senior director del reparto ingegneria di Ripple, raccolto in questa breve intervista di CoinDesk. A fare scalpore però sarà anche la modalità con la quale Ripple, per il suo XRP Ledger, sta riuscendo ad abbreviare i tempi.
Il piano in quattro parti sarà accelerato
La buona notizia per gli appassionati e gli investitori in Ripple è che in realtà c’è già un piano in quattro fasi da tempo, che però è già in via di accelerazione grazie al ricorso ad un modello di Anthropic che starebbe offrendo una mano “AI” agli sviluppatori. Non è chiaro però per il momento, almeno secondo l’intervista pubblicata da CoinDesk, in quale fase ci troveremmo di questo programma.
L’AI sta spingendo verso un mondo di maggiore automazione e di attività economica autonoma, mentre il quantum computing sta obbligando l’industria a pensare più avanti riguardo come mettere in sicurezza i sistemi.
Due questioni dunque separate e distinte – con l’AI che sembrerebbe essere – almeno per i protocolli più solidi e con team estesi di sviluppo una preoccupazione minore rispetto a quella del quantum.
Il piano d’emergenza
Il piano di Ripple in quattro fasi prevede anche una gestione dell’emergenza: nel caso in cui il quantum computing dovesse accelerare e arrivare prima dei tempi previsti, Ripple metterà in pratica un piano di risposta immediata, utile quantomeno per limitare i danni di breve.
Tutti o quasi i principali network stanno spingendo nella direzione di un cambiamento in questo senso. In settimana Alessandro Adami vi ha parlato delle ultime novità su Bitcoin, con la possibilità di effettuare già ora transazioni resistenti al quantum, anche se a costi potenzialmente esorbitanti.
Ethereum ha già messo in piedi una task force che si sta occupando del problema – della quale abbiamo già parlato con uno dei partecipanti allo sforzo, l’italiano Antonio Sanso, in questa intervista sul nostro Canale YouTube.
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