Rendimenti Treasury ancora alti: come stanno andando gli interventi di Tokyo sullo yen e di Washington sui bond
Yen sotto pressione e Treasury alti. Il Giappone torna decisivo per i bond americani, mentre il mercato valuta nuovi interventi.
08:19 • Aggiornato 30/08/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
Senior Technical Analyst & Trader
Giornalista finanziario
Il team incaricato esclusivamente ad eseguire il fact checking dei contenuti pubblicati su Criptovaluta.it®. Il nostro fact check - ben spiegato nella pagina /fact-checking - è impiegato in tutti i contenuti di notizie su Bitcoin, blockchain e mercato delle crypto, su analisi, guide ed approfondimenti di questa testata. Il pool di professionisti è guidato dal direttore Alessio Ippolito, composto da professionisti operanti nella nostra sede principale in Via Pola 11, 20124 a Milano. Criptovaluta.it® è una testata giornalistica online iscritta al Tribunale di Milano (iscrizione N° 12776/2022 del 10/10/2022 – Num. Reg. Stampa 143 e iscrizione ROC n° 38686 del 27/10/2022) specializzata su Bitcoin, Crypto, NFT, Metaverse, Play to Earn e Blockchain.
Learn more about Fact checking
Revisionato da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
Caporedattore e Content Strategy
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
Il Tesoro americano ha giocato due carte pesanti in un mese. Il 31 luglio è sceso in campo con il Giappone per sostenere lo yen, primo intervento congiunto dal 2011. Il 19 agosto ha raddoppiato i riacquisti di titoli lunghi per calmare il trentennale sopra il 5,3%. A fine agosto lo yen è a 160 per dollaro e il trentennale resta sopra il 5,2%. Vediamo di capire come sta andando.
Il Giappone ha speso oltre cinquanta miliardi di dollari in un giorno
Il 30 luglio lo yen aveva toccato 163,90 per dollaro, il livello più debole dal 1986. Tokyo ha risposto con l’intervento singolo più grande della sua storia, secondo le stime ricavate dai conti della Banca del Giappone. Bloomberg calcola circa 8.450 miliardi di yen, pari a 52,8 miliardi di dollari, mentre Reuters arriva fino a 58,97 miliardi di dollari. Venerdì 31 luglio il Ministero delle Finanze ha comprato yen una seconda volta, in coordinamento con il Tesoro degli Stati Uniti. Il totale ufficiale dell’intervento si saprà solo lunedì 31 agosto nella pubblicazione mensile del Ministero giapponense.

Lo yen ha bruciato più della metà del guadagno in quattro settimane
Il cambio USDJPY era sceso fino a 155,2 subito dopo l’intervento con un calo del -5,25% dal picco. Sul grafico daily si può osservare come il 28 agosto abbia chiuso a 160,079, quindi il dollaro ha recuperato 4,9 yen degli 8,7 persi. In quattro settimane il mercato ha riassorbito il 56% del movimento comprato con oltre cinquanta miliardi di dollari.
Un’altra view dell’indebolimento si ha osservando il grafico sul future yen. Le ultime tre settimane sono tutte negative, con un -0,75% in quella appena chiusa. Il ministro Katayama ha già dichiarato che Tokyo non esiterà a condurre nuovi interventi congiunti.

L’intervento sullo yen ha spinto in alto i rendimenti americani
Per comprare yen il Giappone vende dollari, che nei fatti sono soprattutto Treasury, oltre mille miliardi di dollari in portafoglio. Il 31 luglio i rendimenti americani sono saliti nello stesso giorno dell’intervento. Il decennale ha toccato il 4,736%, massimo da 18 mesi, e il trentennale il 5,253%, massimo dal 2007. Per questo Tokyo ha annunciato che potrebbe usare in futuro la linea FIMA della Fed, cioè il canale che permette alle banche centrali estere di ottenere un prestito in dollari garantito da Treasury.
Il Tesoro americano ha raddoppiato i riacquisti di bond lunghi

Il 19 agosto il Tesoro Americano ha portato i riacquisti sui titoli da 10 a 30 anni da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione. La misura nei fatti partirà il 9 settembre con una o due operazioni a settimana. Il giorno dell’annuncio il decennale ha perso 6 punti base al 4,647% e il trentennale 9 punti base al 5,196%. Il giorno prima il trentennale aveva segnato 5,337%, il rendimento più alto dal 2007 come si può osservare dal grafico.
Il rendimento del trentennale americano non scende
Il trentennale ha chiuso venerdì con un rendimento del 5,213%, con un calo di 6,3 punti su base weekly. Quattro miliardi per operazione non spostano un mercato che assorbe aste da 16 miliardi sul solo ventennale. Il riacquisto viene finanziato con nuove emissioni, quindi non riduce il debito ma ne riordina le scadenze. Al momento, l’annuncio non ha impressionato il mercato che continua a chiedere rendimenti più elevati. Il problema resta il debito americano arrivato a 39,10 triliardi di dollari. Nel frattempo il Giappone, con lo yen a 160, resta un venditore potenziale proprio sul tratto lungo della curva.
Expertise
- Analista tecnico e trader professionista
- Analisi sui mercati crypto e finanziari
- Indicatori proprietari e strategie sistematiche su TradingView