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data center USA

Per colpa dell’AI, Donald Trump rischia il disastro elettorale. Cresce opposizione a data center, che vale 6 elettori su 10

data center USA

L’intelligenza artificiale non piace a tutti. Da chi teme per il suo lavoro, il suo futuro e il suo denaro, a chi non vuole data center vicino casa, la situazione negli USA è diventata più politica che finanziaria. E – secondo Bloomberg – il sostegno senza se e senza ma a questo comparto da parte di Donald Trump potrebbe condizionare le elezioni di novembre, che rinnoveranno una parte del Congresso.

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Sempre secondo il quotidiano statunitense, da mesi gli strateghi della campagna elettorale hanno provato a mettere in guardia l’amministrazione Trump dai possibili effetti sulle midterm di un sostegno al comparto così… pieno.

Data center: il 70% degli americani non li vuole vicino casa

Il problema più immediato riguarda la costruzione di nuovi data center. Secondo un sondaggio riportato da Fox News, sette americani su dieci non li vorrebbero vedere costruiti vicino la propria abitazione. Un movimento di opinione forte, che i democratici starebbero cercando di capitalizzare, con le differenze che attraverserebbero anche il credo politico di chi ha risposto ai sondaggi.

Sondaggio fox news AI
Il sondaggio di Fox News

Tra i repubblicani sarebbero 6 su 10 a non volere data center AI vicino casa. Tra i democratici invece sarebbero più di 7 su 10. Una situazione che dunque è problematica anche per quanto riguarda l’elettorato più vicino alle posizioni di Donald Trump.

Donald Trump però, nonostante le indicazioni degli strateghi, ha deciso di rinforzare la sua posizione a favore delle società del giro dell’AI.

Se volete pagare meno tasse, se volete creare ricchezza incredibile, se volete che i vostri immobili crescano di valore e tutto il resto, dovete essere a favore dei data center. Se volete essere poveri, se preferite il crimine e lo squallore, vi direi di non approvare la costruzione di tali data center.

Intanto però con il crescere dell’opposizione ai data center e con la crescita dei nuovi progetti, sono cresciuti anche gli stop votati dalle comunità locali. Sempre secondo quanto riporta Bloomberg, nella prima metà del 2026 sarebbero stati bloccati 26 nuovi progetti, contro i 31 di tutto il 2025.

L’opposizione, numeri alla mano, monta.

Anche il successore di Warren Buffett ha messo le mani avanti

Greg Abel è il nuovo CEO di Berkshire Hathaway, che almeno sulla carta (e tenendo conto di certi nuovi investimenti) sembrerebbe essere più aperto al comparto AI. La società fondata da Warren Buffett è interessata al ciclo anche tramite le sue società energetiche, con un impegno che però dovrà tenere conto dell’opposizione, afferma Abel, delle comunità locali ai data center.

Con l’opposizione che cresce, chissà se questo tema non sarà uno di quelli decisivi per le prossime elezioni.

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