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Elon Musk su Twitter: Possibile mining Bitcoin green?

Bitcoin diventa green! O meglio, questo sarebbe l’intento di un neonato concilio che vede coinvolti sia Elon Musk sia Michael Saylor, personaggi piuttosto ingombranti della community, anche in virtù dell’enorme quantità di Bitcoin accumulati dalle loro aziende.

Secondo quanto fatto circolare ieri su Twitter sia da Musk sia da Saylor, sarebbe infatti nata un’organizzazione che raccoglie non solo i due magnati, ma anche alcuni tra i principali miner di BTC negli Stati Uniti, che si sono accordati per un nuovo approccio allo spinoso tema dell’inquinamento causato dal mining.

Musk e Saylor radunano i miner - di Criptovaluta.it
Nasce il Concilio: ecco come opererà

Un annuncio che ha permesso a Bitcoin di guadagnare un ulteriore 3% sul mercato, a chiusura di una giornata comunque positiva, seppur non siano mancate, come vedremo più avanti, anche delle polemiche importanti e da parte di personaggi di spicco all’interno della community.

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Musk, Saylor e il neonato comitato dei miner per l’ambiente

La notizia è arrivata quando in Italia era ormai tarda sera, diffusa quasi in simultanea dagli account Twitter di Elon Musk e di Michael Saylor, rispettivamente leader di Tesla e di MicroStrategy, le due aziende che hanno il maggiore quantitativo di Bitcoin all’interno dei loro bilanci aziendali.

Ho parlato con i miner di Bitcoin del Nord America. Si sono impegnati a pubblicare informazioni sull’utilizzo presente e futuro di energia rinnovabile e per chiedere agli altri miner di seguirli. Potenzialmente promettente.

Questo è il tweet di Musk che ha dato il via ad una delle nottate più movimentate su Twitter, con chi si è schierato a favore della mossa del magnate e chi invece vi ha visto un’indebita intromissione, su una questione che andrebbe in realtà ridimensionata. Pochi minuti dopo è arrivato anche il tweet di Michael Saylor.

Ieri ho avuto il piacere di ospitare un incontro tra Elon Musk e i più importanti miner di Bitcoin in Nord America. I miner si sono impegnati a creare il Bitcoin Mining Council per promuovere la trasparenza nell’uso di energia e accelerare le iniziative di sostenibilità in tuto il mondo. Manager di Argo, BlockCap, Core Scientific, Galaxy, Hive, hut8mining, Marathon e Riot erano presenti e hanno deciso di creare un’organizzazione per standardizzare i report sull’utilizzo energetico, cercare di raggiungere gli obiettivi di governance ambientale e educare/accrescere il mercato.

Dei due tweet, è stato questo quello che ha dato il via alle polemiche più aspre, anche da parte di membri storici (e con un certo seguito) della community. La creazione di un Bitcoin Mining Council non è stata una decisione accettata di buon grado da una parte della community, che si è fatta sentire sia a mezzo Twitter, sia attraverso altri canali.

Un’ottima notizia per i mercati

E basterebbe guardare il grafico per rendersene conto. Dopo questo annuncio Bitcoin ha ripreso a correre, avvicinandosi a quota 40.000$ per poi ripiegare a circa il 3% in meno. Una notizia di questo tipo potrà infatti – e questo è sotto gli occhi di tutti – contribuire a ridurre il FUD ambientale ed energetico al quale ormai Bitcoin è sottoposto da qualche settimana.

Una questione – lo ripetiamo – fortemente ingigantita, ma che aveva costretto Tesla a non accettare più Bitcoin per i propri pagamenti. Tuttavia, come abbiamo anticipato, non sono mancate polemiche.

Chi non è d’accordo? Ecco i commenti più avversi al nuovo Concilio

Le polemiche non sono tardate ad arrivare, vuoi per il particolare status che ormai Musk riveste, vuoi per la scarsa partecipazione della community ad un evento che è avvenuto a porte chiuse e che è stato comunicato soltanto a cose fatte.

  • Una battaglia campale nella community Bitcoin?

Per molti questo sarà l’inizio di una guerra intestina tra chi spingerà per la decentralizzazione di Bitcoin e chi invece – come le aziende coinvolte nel Concilio – cercherà di avere maggiore controllo sui processi di crypto mining.

A nostro avviso una questione, almeno per il momento, ingigantita e che probabilmente tornerà ad essere dimenticata nel giro di poco. Ne nasceranno dei report, qualche iniziativa pubblica e poco più. Cose più che sufficienti per placare le polemiche.

  • C’è chi teme che la lobby spinga per la regolamentazione del mining

E questa è, almeno a nostro avviso, una polemica maggiormente fondata. Le aziende che hanno partecipato al meeting con Musk e con Saylor hanno effettivamente il potere di fare lobby presso il governo USA per rendere il settore maggiormente regolamentato. E questo potrebbe spingere fuori dal mercato i miner non allineati, almeno negli USA.

  • Nel frattempo nascono ETF carbon neutral

La questione ambientale è arrivata anche nei mercati regolamentati. Secondo una news diffusa ieri, River One sarebbe pronta a proporre un ETF carbon neutral per Bitcoin. Di cosa si tratta? Di un prodotto finanziario che replica Bitcoin e che contemporaneamente acquista dei certificati per le emissioni di carbonio, rendendo così, almeno sulla carta, BTC ad impatto zero.

Un artificio per molti, per altri un passaggio necessario per quanto riguarda il futuro di BTC per altri, se dovessero permanere le note preoccupazioni sui risvolti ambientali di Bitcoin e più in generale del mining.

L’opinione di Criptovaluta.it sulla mossa di Musk e di Saylor

Anche questa, a nostro avviso, è istituzionalizzazione. Cosa che porta con sé due effetti collaterali: l’emersione di soggetti che sono più uguali degli altri e una sorta di cambio di rotta per compiacere talune tematiche e centri di opinione.

Dall’altro lato condividiamo alcune delle preoccupazioni della community originaria che gravita intorno a Bitcoin: non possono esistere dei conciliaboli, soprattutto se a porte chiuse che decidono come orientare il futuro del mining di Bitcoin. Ma siamo altrettanto certi del fatto che BTC è nato per essere decentralizzato e che chi vuole metterci le mani sopra (non riteniamo sia questo il caso di Saylor e Musk) non avrà vita facile.

Nel complesso, sebbene in modalità che forse potevano essere maggiormente partecipative, riteniamo che l’incontro tra Musk, Saylor e i principali miner degli Stati Uniti possa essere una buona notizia – almeno per l’accettazione presso il grande pubblico.

Sì, la questione inquinamento legata a Bitcoin è grandemente esagerata, ma che venga affrontata da organizzazioni che hanno una grande potenza di fuoco in termini di pubbliche relazioni, è un punto a favore della blockchain in PoW.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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