Bitcoin? È noioso come un CD nell'era di Spotify. Cathie Wood risponde all'imprenditore tech
Jason Calcanis se la prende, di nuovo, con Bitcoin. Ci cascano un po' tutti, compresa Cathie Wood.
18:30 • Pubblicato 19/09/2026
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Jason Calcanis, capitalista di ventura molto noto per le sue sparate sui social, questa volta se l’è presa con Bitcoin. Gli attacchi a BTC, d’altronde, sono da sempre un grosso veicolo di click, di visualizzazioni e di attenzione: “Il rimbalzo del gatto morto continua” – e, come se non bastasse – “È noioso”. Pareri laconici che hanno attirato risposte piccate dai pezzi da 90 del giro, come Michael Saylor e Cathie Wood.
In realtà – oltre che a mancare di originalità – il post di Calcanis pecca anche di coerenza, perché prima attacca Bitcoin per aver messo la cravatta di Wall Street, poi si lamenta del fatto che non abbia avuto diffusione, come se la famosa adozione di massa di Bitcoin debba passare per forza dai vicoli più bui e dai bagni degli autogrill.
Il post che ha fatto arrabbiare tutti
Il rimbalzo del gatto morto continua. Che cos’è Bitcoin, dopo 17 anni? Non è un granché per le transazioni e per gli smart contract; l’esperienza utente è ancora ostile per molti e non occupa più l’immaginazione del pubblico.
E poi aggiunge:
È noioso. Le persone si aspettano che Bitcoin sia stabile e che non sia più un sistema per diventare ricchi rapidamente.
E ancora:
Chi lo sostiene è passato dall’essere un pirata all’indossare completi con la cravatta arancione, che condividono meme cringe, come i ragazzini più cool.
Quest’ultimo riferimento è diretto a Michael Saylor, che oltre a indossare una cravatta arancione nelle sue apparizioni pubbliche, ha anche un account X dove posta ormai soltanto video fatti con l’AI dove malmena orsi, dove vola verso lo spazio in sella a BTC81.857 $▲ +0,86% e altre facezie di questo livello.
Ci può stare, anche se…
Bitcoin sembra il CD nell’era di Spotify, il DVD nell’era di Netflix, una tecnologia ponte che le persone che ci hanno investito dicono essere “l’esperienza migliore”.
Perché Jason Calcanis si sbaglia?
La critica di Jason Calcanis ha avuto grande diffusione per due motivi. Il primo è che Calcanis è relativamente famoso. Il secondo è che ha toccato qualche nervo scoperto.
- Le critiche ai “suits”
La frangia più punk degli appassionati di Bitcoin, quella delle origini, non è sempre granché tranquilla nel vedere giganti del calibro di BlackRock o Fidelity vendere Bitcoin ai propri clienti. Ha vissuto in larga parte, la cosa come una sorta di invasione di campo.
La risposta di chi vi scrive è che però non si può immaginare un’adozione più estesa senza che ci siano anche dei veicoli finanziari che espongono alle variazioni di prezzo di Bitcoin.
- Le critiche a Saylor
Saylor non piace a tutti. Il suo account X è certamente discutibile nei contenuti, così come sono discutibili certe sue uscite.
Chi vi scrive però ha sempre ritenuto Bitcoin altro rispetto a chi, in piena libertà, decide di promuoverlo. Non ci sogneremmo mai di dire che il dollaro è uno strumento inutile perché piace anche a gente poco piacevole.
Non ci sogneremmo mai di ritenere l’oro un asset inutile soltanto perché una parte degli appassionati è odiosa nei modi, nei toni, e nell’ossessione per la crisi che verrà.
- Utilizzarlo è complicato/ostile
Bitcoin non è per tutti. Offre una cosa chiara (libertà, possesso diretto, incensurabilità), che ha un costo. Bitcoin non ha mai detto di voler competere per semplicità e per facilità d’uso con altre soluzioni. E sì, usare i bonifici istantanei o la carta sarà probabilmente sempre più comodo.
Ma non è questo il punto. E non lo è mai stato.
La risposta di Cathie Wood
È arrivata anche la risposta di Cathie Wood, diretta e sempre tramite X:
Bitcoin non è un gatto morto, Jason. Ha ancora tante vite davanti.
Invitandolo poi a guardare uno dei suoi ultimi podcast. Tutto questo però mentre in settimana ARK ha venduto quantità importanti di Bitcoin, tramite i suoi fondi. Sì, ARK è il gruppo di gestione fondi con la stessa Cathie Wood a capo.
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