Arabia Saudita abbandona il progetto cinese "anti-dollaro". Via da mBridge su pressione degli Stati Uniti?
Addio anche di SAMA. I membri attivi rimangono pochi. Già fallito il progetto?
19:47 • Pubblicato 20/09/2026
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Secondo quanto è stato riportato da Financial Times, l’Arabia Saudita avrebbe abbandonato il sistema mBridge, sviluppato dalla Cina come canale alternativo a quelli del dollaro per i pagamenti transnazionali. Si tratta di una piattaforma che ha avuto grande eco soprattutto tra i profeti della fine del dominio del dollaro. Dominio che, anche questa volta, sembrerebbe essere rimandato.
La nuova piattaforma, che presto dovrebbe vedere la luce anche in forma commerciale, perde così uno dei partecipanti. Non sono chiare per il momento le motivazioni dell’addio saudita, per quanto si vociferi di pressioni – negate dai diretti interessati – da parte degli Stati Uniti.
Un progetto che rimarrà tale?
mBridge ha in realtà una lunga storia. Doveva essere un progetto di respiro assai più ampio, almeno prima dell’addio di BIS nel 2024. Addio che, anche quello, fu imputato a pressioni di Washington.
L’idea di fondo è piuttosto articolata: una blockchain, swap tramite liquidity pool tra valute nazionali e la possibilità così di evitare il dollaro come valuta ponte. Progetto ambizioso, che però sta avendo non poca difficoltà ad andare avanti.
Lo swap atomic permetterebbe di superare uno dei problemi più importanti per i Paesi che vorrebbero aggirare il dollaro come valuta ponte, ovvero il fatto di non voler essere pagati in valuta estera poi difficilmente spendibile sui mercati internazionali e talvolta anche difficile da convertire.
Si tratta comunque di un progetto ritenuto importante per quei Paesi che vogliono ridurre la dipendenza non solo dal dollaro, ma dal sistema e dai canali attraverso i quali viene scambiato.
C’è, ça va sans dire, una forte opposizione da parte degli Stati Uniti, da sempre avversi – per ovvi motivi – a ogni tipo di iniziativa che indebolisca, anche marginalmente, la predominanza del dollaro a livello globale.
La dichiarazione della banca centrale dell’Arabia Saudita
L’addio è stato comunque minimizzato da parte di SAMA, la banca centrale saudita. Avrebbe infatti partecipato all’iniziativa sotto l’ombrello di BIS, avrebbe deciso di rimanere dopo l’addio della Bank for International Settlements e una volta completato il progetto pilota, non avrebbe ravvisato motivi per rimanere nel circuito.
SAMA non partecipava comunque attivamente al progetto dal 2025. Rimangono dentro Cina, Hong Kong, Thailandia e Emirati Arabi Uniti in via diretta. Ci sono poi diversi Paesi in qualità di osservatori, tra i quali Brasile, India, Sudafrica, Turchia, Malesia, Indonesia, Australia, ma anche Francia, Italia, Israele ed Egitto.
I fondamentali del progetto sono ancora recuperabili sul sito di BIS.
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Niente Dollalo pt. 68
Sicuramente in questa vicenda gira più politica che economia. Soprattutto in questo momento.