Sequestrano i figli, paga 40.000€ di riscatto in criptovalute. Ancora caos in Francia per gli investitori
La Francia si conferma luogo poco sicuro per chi opera nel mondo crypto. Cronache di un altro attacco.
12:37 • Pubblicato 21/09/2026
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Continuano gli attacchi fisici in Francia ai danni di persone note per i propri investimenti in Bitcoin e criptovalute. Secondo quanto è stato riportato da BFM, una famiglia sarebbe stata sequestrata insieme ai figli di 8 e 12 anni nella propria abitazione di Vendin-le-Vieil. Il gruppo di malviventi sarebbe riuscito a farsi versare circa 40.000€ in criptovalute.
Il misfatto sarebbe avvenuto nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre. Il padre di famiglia, sempre secondo quanto riportato dalla testata francese, lavorerebbe nel settore delle criptovalute. Non è noto per il momento se i dati di cui erano in possesso i malviventi siano gli stessi che sono stati diffusi da una dipendente del fisco francese e che sono stati più volte utilizzati da diversi gruppi organizzati per portare attacchi di questo tipo. La Francia si conferma il peggior Paese al mondo per chi investe in criptovalute, con circa metà degli attacchi su scala globale che hanno avuto luogo entro i confini della repubblica.
Sequestro in casa
Secondo le ricostruzioni della stampa francese, quattro malviventi sarebbero entrati nell’abitazione di famiglia delle vittime e avrebbero sequestrato anche due bambini, rispettivamente di 8 e 12 anni. Il padre si è pertanto trovato costretto a trasferire circa 40.000€, anche se non è chiaro in questo momento in quale criptovaluta, se BTC84.363 $▲ +5,06% o altro asset.
I malviventi sono ancora in fuga, secondo quanto afferma la procura. La famiglia, in stato di shock, è stata soccorsa in prima battuta dai vigili del fuoco.
Il padre di famiglia lavorerebbe nel settore crypto, anche se non è chiaro in quale azienda e con quale ruolo.
Francia ancora sotto attacco
La Francia è teatro di più del 50% degli attacchi di questo tipo ai danni degli investitori in criptovalute o di persone che lavorano per aziende del settore. Quello di questo weekend è soltanto l’ultimo di una serie di attacchi che si sono intensificati a partire dal 2024.
Parte degli attacchi sembrerebbe essere riconducibili a una fuga di dati dal Fisco francese, con una dipendente che è attualmente sotto processo, accusata di averli venduti al miglior offerente.
Le procure francesi hanno anche portato a termine diversi arresti per attacchi di questo tipo, senza che però il fenomeno abbia accennato anche soltanto a rallentare.
Rimane la necessità per chiunque si rechi in Francia, anche e soprattutto per eventi del settore, di mantenere un profilo basso, evitando di attirare eccessivamente l’attenzione.
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