Nasdaq da record, Bitcoin rallenta: il petrolio scende mentre si cerca una soluzione alla crisi iraniana
Wall Street resta positiva con Nasdaq e S&P 500 ai record, mentre Bitcoin si avvicina a 87.000 USDT con il petrolio che arretra rapidamente.
Aggiornato 23/09/2026
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Il Nasdaq ha firmato ieri un nuovo record, dopo quello messo a segno lunedì dall’S&P 500. Wall Street resta impostata al rialzo mentre il petrolio continua ad arretrare e cresce l’ottimismo su una soluzione della crisi iraniana. Il comparto crypto invece si muove in ordine sparso, con rialzi e ribassi a macchia di leopardo e nessun movimento di rilievo tra i principali asset con Bitcoin che resta sopra 86.000 USDT.
Il Nasdaq tocca un nuovo ATH e il Dow Jones resta indietro
La spinta dei semiconduttori ha portato il listino tecnologico americano su un nuovo massimo assoluto nella seduta di martedì. Il future sul Nasdaq ha guadagnato il +0,79% e ha segnato il record a 31.065 punti, livello già ritoccato nella sessione notturna a 31.070,50 punti.

Il record dell’S&P 500 porta invece la data di lunedì, e ieri l’indice si è mosso pochissimo restando sui 7.848,50 punti. Su base weekly il Nasdaq avanza del +3,68% e l’S&P 500 del +1,61%, mentre il progresso da inizio 2026 arriva rispettivamente a 21,74% e 13,54%. Il Dow Jones resta la pecora nera del gruppo, con la chiusura di ieri a -0,37% e una distanza di circa 5% dal proprio massimo storico.
Micron corre del 5%, in rosso Amazon e Alphabet
Il rialzo del listino tecnologico non è arrivato dai colossi del software ma dal comparto delle memorie e dei chip come vi avevamo segnalato nell’analisi di ieri. Micron ha chiuso la seduta con un progresso del 5,00% e porta il guadagno da inizio 2026 a +271,42%. Corsa anche per Marvell con 1,93% e Intel con 1,71%, quest’ultima forte di un avanzamento a settembre del 42,63%.
Tra i grandi nomi solo Nvidia e Tesla hanno tenuto, con rialzi dello 0,66% e dello 0,96%. Hanno invece chiuso in rosso Amazon con -1,34%, Alphabet con -0,99%, Microsoft con -0,72% e Meta con -0,63%. Ottima performance anche per SanDisk a +5,90% dopo l’avvio di una copertura positiva da parte di un broker.
Dogecoin e Ripple corrono, Zcash e Monero restano indietro
Il comparto delle crypto non ha seguito la spinta del Nasdaq di ieri e anche oggi apre senza una direzione comune. BTC86.536 $▲ +1,40% al momento scambia a 86.746,2 USDT con un progresso del +0,71%, mentre Ethereum avanza del +0,81%.

I rialzi più decisi arrivano da Dogecoin con +3,21% e da Ripple con +2,75%, entrambi sostenuti da un weekly molto positivo. Restano invece indietro Zcash con -1,14%, Monero con -0,48% e Hyperliquid con appena -0,22%. Il quadro da inizio 2026 resta negativo per le due principali crypto, con Bitcoin a -0,98% ed Ethereum a -6,52%. Fanno eccezione Zcash e Hyperliquid, che segnano rispettivamente 214,52% e 281,34% da gennaio.
Il petrolio perde il 7% weekly grazie agli incontri all’ONU
Il motore del movimento sulle materie prime resta il negoziato tra Stati Uniti e Iran, in corso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Teheran ha offerto la riapertura dello Stretto di Hormuz entro sette giorni in cambio di un allentamento della pressione militare americana. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian interviene oggi davanti all’Assemblea, mentre Washington si è detta disponibile a incontri a margine del vertice. Su base weekly il petrolio quota 89,17$ e perde il 7,19%, mentre il Brent quota 98,43$ con un calo del 5,24%.

Sul fronte macro la Federal Reserve ha alzato i tassi nella forchetta tra il 3,75% e il 4% il 16 settembre, primo rialzo dal 2023. Oggi sono attesi gli indici PMI preliminari, che misurano l’attività di industria e servizi, alle 15:45 ora italiana. Alle 16:05 ora italiana parla il governatore della Federal Reserve Michael Barr, ricordiamoci che il tema tassi resta sempre centrale.
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