HSBC lancia la sua stablecoin: si chiamerà RedCoin. A Hong Kong pubblico attento, ma fa degli errori clamorosi
HSBC ha fatto scegliere il nome della sua stablecoin ai clienti, che ne sanno però fino a un certo punto.
10:17 • Pubblicato 30/09/2026
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HSBC ha ufficializzato il nome per la sua stablecoin, che sarà tra poco disponibile sui mercati. Si chiamerà RedCoin e il nome sarebbe stato attribuito dopo un’indagine che ha coinvolto più di 1.000 clienti locali. I dati dell’indagine sono poi interessanti, perché non riguardano soltanto la pur importante attribuzione del nome.
I dati interessanti riguardano infatti le aspettative del mercato sull’utilizzo delle stablecoin: il 74% degli intervistati dal gruppo bancario avrebbe individuato dei casi d’uso interessanti per le criptovalute. Il 57% li ritiene adatti per il trading di asset tokenizzati, il 53% per i trasferimenti da persona a persona e il 52% per le rimesse. C’è anche qualche strafalcione: circa un intervistato su quattro crede che le stablecoin siano emesse dai governi e il 10% è certo del fatto che paghino interessi, cosa che è proibita non solo per le leggi di Hong Kong, ma anche per quelle europee e statunitensi.
RedCoin, la nuova stablecoin “bancaria”
C’è fermento per quanto riguarda le stablecoin, anche e soprattutto tra le grandi banche. HSBC emetterà a breve RedCoin e intanto fervono i preparativi in Europa per l’emissione della stablecoin legata all’euro che sarà gestita dal consorzio Qivalis, un consorzio che vede la partecipazione di oltre 30 banche, di cui 3 italiane.
Sarà per il crescente trend della tokenizzazione degli asset, sarà per la volontà di occupare un comparto che è tendenzialmente rischioso per il business delle banche (che temono di perdere depositi), sta di fatto che tutti o quasi si stanno lanciando verso l’emissione di stablecoin proprie.
Qualcosa che sarebbe stato probabilmente inimmaginabile soltanto pochi mesi fa e al quale hanno contribuito sia l’approvazione del MiCA in Europa, sia l’approvazione del GENIUS Act negli Stati Uniti.
Hong Kong: interesse massimo
Il report di HSBC sottolinea comunque un interesse massimo anche da parte del grande pubblico di Hong Kong, piazza finanziaria asiatica per eccellenza e territorio di maggiore esplorazione rispetto alla cosiddetta Cina Mainland.
Di cosa sono preoccupati però gli utenti finali? Dall’assenza di eventuali protezioni dalle frodi, dalla possibilità di convertirle in cash e anche dalla trasparenza delle riserve. Preoccupazioni che fanno il gioco delle banche, che possono intervenire sul mercato offrendo proprio queste “funzionalità”.
Il mercato si sta facendo affollato: non è detto che tutte le stablecoin bancarie siano effettivamente in grado di conquistarsi una fetta di mercato. Tutti vogliono però provarci e i prossimi mesi saranno forse i più interessanti per questo sotto-comparto del mondo crypto.
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