USA: disoccupazione su, meno assunzioni. Bitcoin si gode la crisi che ora tocca il mondo del lavoro e punta agli 87.000$
Arrivano i dati del lavoro USA, e sono molto peggiori delle aspettative. Ormai ipotesi aumenti dei tassi a ottobre è impossibile o quasi.
14:48 • Pubblicato 02/10/2026
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I numeri che arrivano dal mercato del lavoro USA sono preoccupanti. Il comparto dell’economia che destava minori preoccupazioni inizia invece a mostrare qualche segno di cedimento. Bitcoin brinda con un altro balzo in avanti, per una situazione che ora volge a favore di chi non vuole aumenti dei tassi a ottobre.
Buona la reazione di un mondo crypto che arrivava già da una certa vivacità nelle ultime 24 ore. Bitcoin sfiora gli 87.000$, il resto del settore segue, in quella che è un’ultima giornata della settimana che si apre sotto dei buoni auspici.
Disastro NFP
Il dato Nonfarm Payrolls indica le nuove buste paga, che poi sono una misura delle nuove assunzioni. I numeri che il mercato si aspettava erano tra le 85.000 e le 90.000. È invece venuto fuori un 29.000 molto deludente, che segnala la possibile presenza di qualche problema in un mercato del lavoro che, almeno fino a oggi, non era stato in cima alle preoccupazioni di Federal Reserve.
Il risultato è che in una situazione del genere ci sono sempre meno motivi per procedere con un aumento dei tassi a ottobre senza attendere nuovi dati. Viene dunque confermata la tesi sposata da Philip Jefferson, vice-governatore del board di Fed, che meno di 24 ore fa ha invitato tutti alla calma. Prima di lui, in settimana, erano intervenuti in tal senso anche John Williams, che ha diritto di voto all’interno del FOMC.
Con questi numeri, procedere con un aumento dei tassi a ottobre diventa un’ipotesi assai residuale. Improbabile, per non dire impossibile.
Disoccupazione in crescita, anche rispetto alle aspettative
La disoccupazione negli Stati Uniti torna al 4,2%. È una percentuale più alta sia del dato precedente sia delle previsioni, entrambi a 4,1%. Non si tratta di un numero disastroso, ma è comunque peggiore di quanto si aspettassero i mercati.
Anche questo fattore gioca a sfavore di un aumento dei tassi di interesse a ottobre. I mercati, per dirla alla Kevin Warsh, si stanno comportando di conseguenza senza che ci sia di nuovo bisogno di indirizzarli con un aumento del costo del denaro, almeno sul breve.
La partita rimane aperta per il meeting di dicembre e per il prossimo anno, per il quale i mercati avevano iniziato a prezzare addirittura un doppio aumento dei tassi.
Riviste (in peggio) anche le rilevazioni di luglio
Oltre al dato poco edificante per gli ultimi NFP, sono stati rivisti anche quelli di luglio, che vanno in territorio negativo a -10K. Si aggiunge dunque stress effettivo allo stress presunto dei dati di oggi.
La situazione sarà da monitorare anche in termini di interventi da parte delle autorità politiche (sì, parliamo di Donald Trump) e di possibili prese di posizione sul tema di altri membri di Federal Reserve.
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