Il debito delle aziende è più sicuro di quello sovrano della Francia. Shock sui mercati del credito
Si è capovolta la percezione dei mercati sul rischio di certi emittenti di bond.
11:10 • Pubblicato 08/10/2026
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Secondo i dati raccolti da Bloomberg, ci sono 215 miliardi di euro di bond corporate francesi e dunque emessi da aziende, che vengono considerati dai mercati meno rischiosi dei bond sovrani. È una delle conseguenze di un momento di crisi importante per le casse pubbliche francesi, con i mercati che stanno continuando a scaricare debito pubblico in assenza di segnali forti e chiari da Parigi.
Si tratta – euro più euro meno – di circa il 38% di tutti i bond corporate con rating investment grade che sono quotati sui mercati. A inizio 2026 – sempre secondo quanto riporta Bloomberg – erano soltanto il 12% a pagare rendimenti inferiori a quelli dei bond sovrani.
L’asset più sicuro non è più di emissione pubblica
È certamente un cambio di equilibri rilevante e che testimonia la grande tensione che si sta vivendo sul mercato dei bond sovrani – e in particolare su quelli francesi (qui puoi seguire i rendimenti dei bond sovrani minuto per minuto).
Come racconta Elisa Belgacem sempre a Bloomberg, la separazione tra gli andamenti dei bond sovrani e quelli dei bond emessi dalle aziende quotate continua a crescere, con gli investitori che starebbero continuando a mostrare un certo appetito per i secondi e uno assai scarso per i primi.
Non solo un problema francese
È certo che il caso francese è quello più chiaro, ma la questione si sta riproducendo a una certa velocità anche nelle altre economie sviluppate. I bond, il debito emesso dalle grandi aziende con i conti in ordine è percepito come meno rischioso rispetto a quelli di emissione statale.
È accaduto – è uno dei casi più evidenti – lo scorso anno con un’emissione di bond di Microsoft, e si continuerà probabilmente a verificare se queste dovessero rimanere le condizioni, in particolare delle casse pubbliche.
Sulla Francia pesano le scarse possibilità di far approvare una legge finanziaria con forti tagli alla spesa pubblica e la possibilità che dalle urne – il prossimo anno – venga fuori un presidente meno interessato a garantire la sostenibilità del debito.
Negli USA, come altrove, pesano il deficit crescente e la quasi totale assenza di volontà politica di occuparsi della situazione.
Mentre lo spread ha concesso un paio di giornate di tregua, i problemi fondamentali che hanno portato questo mercato a diventare il vero osservato speciale rimangono tutti ancora validi.
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