Un bug che avrebbe potuto creare XRP infiniti. Ripple paga 250.000$ chi lo ha scoperto. È polemica
Avrebbero potuto creare XRP infiniti. Se n'è accorto un white hat, che ha permesso di sistemare il bug.
16:07 • Pubblicato 12/10/2026
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Un bug che c’era dal 2015 e che avrebbe potuto permettere la creazione di XRP dal nulla. Una situazione incresciosa, che però è stata risolta grazie all’intervento di un cosiddetto hacker white hat. Di quelli con il cuore buono, per intenderci. Il network in questione è quello di Ripple ci sono almeno due notizie: la prima è che nessuno se n’era accorto prima (e dunque nessuno lo ha sfruttato). La seconda è che il problema è stato risolto.
L’attacco che avrebbe dovuto sfruttare il bug avrebbe richiesto un attacco molto articolato. Se qualcuno però se ne fosse accorto, ne sarebbe probabilmente valsa la pena, data la possibilità di creare XRP dal nulla.
Scoperto da un agent AI
L’AI non è soltanto problematica per la sicurezza dei protocolli crypto. Nel caso specifico, l’agent utilizzato da Veria Labs, racconta Cayden Liao su X, ha permesso di individuare il bug. Ed è anche riuscito a costruire un exploit per sfruttarlo. Secondo quanto riporta lo specialista – con un solo attacco sia sarebbero potuti creare fino a 18.000 miliardi di XRP1,39 $▼ -0,24%, ovvero più di 180 volte la quantità massima consentita.
I bug in realtà – racconta ancora lo specialista su X – erano due, da concatenare. Ed è forse per questo motivo che prima dell’eroico agent nessuno ci era mai arrivato.
A chi ha scoperto il bug è stato assegnato un premio di 250.000$, il massimo consentito dal programma di Ripple per la segnalazione di bug.
Pagamento troppo basso?
Su X intanto impazza la polemica. 250.000$ sono una cifra adeguata per la scoperta di un bug di questa gravità? 250.000$ sono un’incentivo sufficiente affinché ci siano ricercatori di falle di sicurezza che non vogliono comportarsi da criminali?
È normale che ci siano delle opinioni assai divergenti sul tema, per quanto il programma sia comunque chiaro e con regole prestabilite. Nulla avrebbe vietato, se non le conseguenze legali o la propria morale, a chi ha scoperto il bug di non riportarlo e provarlo a sfruttare.
I pagamenti per questo tipo di scoperte, in generale, nel mondo crypto sono piuttosto sostanziosi, almeno rispetto all’industria del software “classico”.
Le critiche sono arrivate anche dal celebre ZachXBT, ricercatore di scam e altri tipi di attività criminali, che ha affermato che in pochi sentirebbero il richiamo della giustizia a fronte di somme così modeste.
La notizia arriva in quello che è un buon momento per l’ecosistema Ripple: poche ore fa Standard Chartered ha annunciato l’attivazione dei depositi in RLUSD su rete XRPL per le sue filiali di Dubai.
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