Il super CEO avvisa: "Per l'AI mancheranno capitali". Il leader di Intel rincara la dose e parla di memorie a rischio
Il CEO di Broadcom lancia un allarme: modelli poco sostenibili e capitale presto problematico per l'AI.
19:17 • Pubblicato 12/10/2026
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Il CEO di Broadcom ha parole poco delicate per i mercati. Sembra di essere in una bisca, afferma durante un evento a Singapore, con il grosso degli investitori che non ha idea dell’oggetto dei propri investimenti. Sono parole dure, tenendo conto del fatto che arrivano da una delle aziende più importanti del settore AI (Broadcom è nell’industria dei chip). Le aspettative sarebbero troppo alte, tuona Hock Tan, con un’invettiva che sembrerebbe essere diretta in particolare ai labs che realizzano modelli.
La questione più preoccupante delle parole del CEO di Broadcom sono però altre: presto la difficoltà nel raccogliere capitale sarà il vero collo di bottiglia per l’industria AI. Tutto questo a pochi giorni dalla storica cancellazione della IPO di Firmus in Australia, nonostante avesse l’appoggio del gigante Nvidia.
Sperimentare con l’AI non è un modello sostenibile
Per Hock Tan l’attuale consumo di token sarebbe dovuto in larga parte a persone che sperimentano con l’AI piuttosto che all’integrazione di questi modelli in processi produttivi.
Quando sei un bambino e vai in sala giochi… giochi. I tuoi genitori ti danno 10$ di gettoni, li finisci in 10 minuti e non impari nulla. Questo è ciò che sta avvenendo nelle aziende oggi.
Secondo quanto riporta Bloomberg, a sostegno almeno parziale della tesi del CEO di Broadcom c’è stato anche un intervento di Lip-bu Tan – omologo da Intel, che ha parlato di un mercato dell’hardware che avrà carenza di prodotti rispetto alla domanda per almeno i prossimi due o tre anni. E questo causerà – con ogni probabilità – un rallentamento di business come quelli delle memorie, che proprio oggi performano molto male in borsa a causa dell’avanzata di produttori cinesi che potrebbero erodere i margini.
Arrivano dunque voci dissonanti da due CEO che fanno parte del trend – e che faranno pertanto discutere. Lo faremo anche nella nostra live del lunedì su YouTube, partendo dai numeri della raccolta di capitale, di qualche IPO, dei ricavi di ChatGPT/OpenAI e tanto altro che circola poco sulla stampa mainstream.
Siamo davvero in crisi?
Probabilmente no, ma con la corsa che ha oggettivamente rallentato, c’è chi vuole schierarsi per primo dalla parte della ragione, se così vogliamo chiamarla. Il settore ha continuato a crescere su ritmi incredibili e ora – mentre è in corso una fase di assestamento – non è difficile raccogliere pareri contrari. Anche ai piani alti.
Con ogni probabilità lo sbarco in borsa di Anthropic sarà una sorta di prova del nove: quanto capitale c’è ancora a disposizione? E quanto di questo capitale è disposto a finire nelle società AI?
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