Bond CoreWeave e Oracle sotto pressione: i capitali si spostano verso Treasury, BTP e Bund
Il debito delle società AI finisce sotto pressione, mentre Treasury, BTP e Bund recuperano terreno tra timori sui tassi e dollaro più debole
21:37 • Pubblicato 15/10/2026
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Le vendite che in questi giorni stanno colpendo i titoli dei chip a Wall Street non si sono fermate al solo mercato azionario. Il ribasso ha raggiunto anche le obbligazioni delle società più esposte all’intelligenza artificiale, con CoreWeave e Oracle in prima fila. L’inflazione americana al 3,7% alimenta il timore di tassi più alti, mentre i capitali cercano riparo nei titoli di Stato statunitensi ed europei.
Il crollo dei chip trascina i bond di CoreWeave e Oracle
I produttori di chip hanno guidato il ribasso, con Marvell, specializzata nelle reti dei data center, in calo del -13,75% su base weekly al momento di questa stesura. AMD invece perde il -10,11%, Micron il -11,20% e Nvidia il 6% sempre su base settimanale. Le stesse vendite hanno colpito il debito di CoreWeave, che affitta potenza di calcolo per l’AI finanziandosi in gran parte con prestiti richiesti sul mercato dei bond.

Il bond CoreWeave con scadenza 2032 rende ormai circa il 14,8%, un livello da emittente considerato molto rischioso, cosiddetto junk bond, cioè spazzatura. Sul grafico i tre bond CoreWeave scendono tutti, con i due convertibili, trasformabili in azioni, a -5,77% e -4,40% e il bond con cedola 9% al 2031 a -1,17%.
Anche Oracle, colosso del cloud con un rating BBB- di S&P appena sopra la soglia dei titoli speculativi, paga il forte indebitamento per i data center. Il bond Oracle con scadenza 2052 quota all’83,09% del nominale, mentre il costo dell’assicurazione, CDS a 5 anni, contro il suo fallimento ha toccato i massimi storici.

Inflazione e tassi rendono più caro il debito dei data center
Alla base delle vendite c’è il CPI, l’indice dei prezzi al consumo americano, salito del +0,6% a settembre. Il FedWatch, che misura le probabilità prezzate dal mercato sui tassi, sposta il rischio di un rialzo sulla riunione Fed di dicembre. Per chi costruisce data center a debito ogni rialzo pesa direttamente sui conti, perché i nuovi prestiti costano di più.
Il timore ha toccato anche Alphabet, la capogruppo di Google, che pure ha un rating AA+ tra i più solidi. Il bond Alphabet con scadenza 2056 ha perso il -2,06% in una sola seduta. Il quadro tra le Big Tech non è uniforme, perché il bond Meta al 2056 ha chiuso in rialzo del +0,29%.
Treasury, BTP e Bund attirano i capitali in cerca di riparo
I titoli di Stato americani a lunga scadenza hanno invece attirato acquisti, mentre il debito delle società AI veniva venduto. Sul tool di Criptovaluta.it® il Treasury decennale è sceso al 5,19% e il trentennale al 5,52%. Solo il Treasury a 2 anni è salito al 4,82%, la scadenza più sensibile alle attese sui tassi della Fed.

Oggi il future sul T-Note decennale sale del +0,71%, segno che il calo dei rendimenti continua. In Europa il future BTP quota 112,12 punti e il future Bund 122,04 punti, in risalita dai minimi di inizio ottobre come mostra il grafico. Anche l’euro-dollaro risale dal minimo della settimana di 1,11130 fino a 1,12079, con un dollaro più debole che conferma come le tensioni partano dagli Stati Uniti.
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