AI: in Corea sanno quando scoppierà la bolla. E per Seul il problema è diventato enorme. Parlano gli esperti
Parole preoccupate dalla Corea del Sud, Paese che dipende per buona parte dal boom delle memorie.
19:48 • Pubblicato 15/10/2026
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C’è chi comincia a temere la fine del ciclo AI. Le paure più importanti sono in Corea del Sud, Paese che deve quasi tutto a Samsung Electronics e SK Hynix, società che sono appunto parte del boom di cui sopra. Quando finirà? Due importanti analisti sulla più grande pubblicazione a tema economico del Paese parlano di fine nel 2030, nel migliore dei casi, con un evento fuori dal controllo coreano che però potrebbe portare alla fine della bolla prima di quella data. Prima di preoccuparsi però, c’è da leggere in modo più approfondito cosa è stato scritto.
L’allarme, che arriva da chi ha direttamente interesse nel boom, vale molto. In primo luogo perché offre un prospetto temporale chiaro. In secondo luogo perché è ben motivato.
Il boom? Il 2030 è la data X
La data X è il 2030. Per Ahn Ki-hyun, che è direttore esecutivo della Semiconductor Association, è quella la data massima di estensione di una corsa che dura da tempo e che… durerà ancora relativamente a lungo. Ma quali sono gli argomenti?
- Arrivo della Cina, in grande stile
Questo a patto che le promesse fatte da ChangXin Memory si possano mantenere. Il gap con le coreane si sta riducendo – e secondo l’esperto potrebbe chiudersi entro 2 anni, o anche uno.
Intanto ci sarà da valutare quanto annunciato di recente dal gruppo cinese, che ha avuto il potere di affossare, a inizio settimana, i titoli del comparto memorie.
Poi ci sarà da valutare quanto potrà aumentare la produzione globale di memorie e quanto riuscirà a soddisfare una domanda che – almeno per il momento – è ancora in crescita.
- Contro Elon Musk?
Elon Musk recentemente ha affermato che il vero collo di bottiglia sono le memorie e che probabilmente continueranno a esserlo. Non sembra essere tra i fiduciosi nella riuscita del progetto cinese. Tuttavia, ha avvisato che quando i cinesi risolvono una tecnologia – nel senso che diventano capaci di produrla – tendono a scalare molto rapidamente e più rapidamente di quanto si possa fare altrove.

L’altra questione: la corsa può finire prima
Secondo diversi esperti coreani contattati da MK, la corsa potrebbe rallentare prima del tempo, se dovessero continuare negli USA gli aumenti ai tassi di interesse.
L’economia reale è effettivamente in crisi in questi giorni e guardando al budget, alle negoziazioni dei salari con le aziende, al mondo del lavoro, tutto è completamente intossicato. Crescita del PIL, reddito nazionale, legge di bilancio, immobili, tassi di interesse, tassi di cambio, salari e anche le rette universitarie: tutto è tenuto insieme da un singolo filo, quello dei semiconduttori.
E per la Corea del Sud la cosa potrebbe essere ancora più complicata: Samsung, scrive il giornale di Seul, ha provato a lanciarsi nel mondo dei chip senza grande successo e dunque il futuro del Paese sarà sempre di più legato al destino delle memorie. Per quanto, si chiedono correttamente da Seul, si potrà continuare a fare margini di questo tipo?
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