L'AI è una bolla. Parla società di Wall Street che ha investito miliardi (e liquidato un fondo stellare di comparto)
Anche per uno degli uomini più importanti di Wall Street presto ci sarà una bolla AI. Spiega però perché non è un problema.
10:27 • Pubblicato 21/10/2026
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Ken Griffin è a capo di Citadel, forse il gruppo finanziario più rilevante per il funzionamento dei mercati degli ultimi anni. Quando parla, tutti lo stanno a sentire. Lo faremo anche noi, anche perché si è espresso recentemente sul tema dei temi, quello della bolla AI. Ken Griffin, lo diciamo subito a scanso di qualunque equivoco, ritiene che l’AI sia una bolla, ma ha un parere comunque più articolato – e che sarà di grande interesse per chi investe.
Il problema rimane sempre lo stesso: c’è una certa difficoltà nel produrre valore aggiuntivo nonostante l’enorme spesa dell’America corporate per questo tipo di tecnologie. Una situazione che è fonte di preoccupazione per molti e alla quale ha dato voce, ancora una volta Ken Griffin.
Cosa ha detto Ken Griffin?
Credo che tutta l’America Corporate stia guardando alla loro spesa con Anthropic e OpenAI e pensando: “Ok, dobbiamo essere certi di ottenere produttività da questa spesa”.
Il tema è in realtà una vexata quaestio di tutto ciò che riguarda l’applicazione dei modelli AI alla produzione di più alto livello, che sia di servizi o di beni. Si spende molto, si sperimenta, ma cosa si sta ottenendo in cambio? A fronte di una spesa molto elevata, ci sono già ritorni in grado di giustificarla? E se non ci sono, quando arriveranno?
Ogni gigantesca trasformazione della nostra economia è in genere intrecciata con una bolla. Queste bolle, se vogliamo usare quella parola, spesso coincidono con queste trasformazioni tecnologiche.
Probabilmente Ken Griffin faceva riferimento anche ad altri sviluppi di questo tipo, come quello di internet, accompagnato dalla bolla dotcom. Si capisce subito che una tecnologia può trasformare il mondo, si investe tutto ciò che si può investire per paura di rimanere indietro e prima o poi arriva la resa dei conti.
Problemi per l’occupazione, età dell’oro per gli imprenditori
Ken Griffin però non è un neo-luddista fatto e finito. Ha parlato sì della possibilità che certi fossati vengano riempiti con dei metaforici bulldozer e che i cosiddetti white-collar jobs potranno risentirne.
Ha però anche aggiunto che sarà una sorta di età dell’oro per gli imprenditori, che potranno avere a disposizione strumenti incredibili.
E per chi vuole tirarsi fuori dalla lotta, ricorda:
Le compagnie che sono sull’altro lato della bolla sono i market leader dei prossimi decenni. Magari avessi mantenuto le mie azioni Amazon [dopo la bolla dotcom, N.d.R.]
Quindi bolla sì, ma in termini assai diversi da quelli che vengono sfruttati dai profeti di sventura per fare click.
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