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Editoriale

Bitcoin è come la "valuta dei BRICS": non può sostituire il dollaro o aggirare le sanzioni

Non si può far finta di vivere su Marte. Le cose stanno diversamente da come le sognano in tanti.

12:27 • Pubblicato 25/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Almeno una parte della community degli appassionati di Bitcoin e crypto condivide le stesse fantasie di chi vorrebbe una moneta dei BRICS, una moneta in grado di superare il dollaro USA, di creare un sistema forse non dominante, ma comunque alternativo a quello attuale. In questo breve approfondimento si sostiene che la cosa non sarà possibile, probabilmente non lo sarà per un lungo periodo e che Bitcoin, per quanto esistente, è più utile a Mario che vuole vendere le sue pizze che a Benjamin che vuole continuare a commerciare col mondo anche se sottoposto a sanzioni.

Offerta

Poche cose sono complicate come trovare una valuta con la quale pagare o ricevere pagamenti, almeno se la controparte non utilizza già la nostra (o noi la loro). Di più: al sistema dollaro è legato il sistema bancario internazionale privato. E no, nessuna singola banca si sognerebbe mai di sfidare Washington su questo punto. I motivi li vedremo tra poco.

No, Bitcoin non può aiutare Israele

Lo spunto per questo ragionamento della domenica arriva dal no all’utilizzo di Bitcoin e crypto comunicato da Bank of Israel a Benjamin Netanyahu. L’antefatto è questo: il premier israeliano – volendo forzare un po’ la mano con gli alleati storici (gli USA) – ha parlato della possibilità che le banche israeliane siano colpite da sanzioni. Per rassicurare il pubblico, ha contestualmente affermato di aver incaricato esperti di esplorare soluzioni, anche tramite crypto.

Parere forte: ha ragione Bank of Israel. BTC80.353 $▼ -0,27% e le criptovalute non possono aiutare ad aggirare le sanzioni in modo consistente, duraturo, sicuro. Possono aiutare per pochi scambi, nascosti agli occhi indiscreti delle autorità (anche internazionali), ma sul lungo periodo non sono uno strumento utile.

Liquidità

Tolto Bitcoin, le uniche valute in grado di offrire liquidità sufficiente per scambi di una certa portata sono le stablecoin. Con Israele che esporta tra beni e servizi per 170 miliardi di dollari annui, è un problema.

Non ci si può affidare a stablecoin create all’uopo: la Russia ci sta provando, ma A7A5 (stablecoin legata al rublo) è già valsa sanzioni trasversali per qualunque intermediario le abbia offerto appoggio.

Sequestrabilità

Le stablecoin sono sequestrabili dall’emittente. Se Israele dovesse mettersi a scambiare USDT contro beni e servizi, Tether potrebbe e anzi dovrebbe intervenire su ordine delle autorità USA.

Ha il potere di farlo, lo smart contract che gestisce USDT glielo consente, ha degli obblighi precisi con gli USA affinché lo faccia.

La controparte

E qui torniamo a un problema più simile a quello che avrebbe una fantomatica valuta dei BRICS. La decisione della valuta con la quale pagare deve essere concordata dalle parti. Non è detto che le controparti commerciali di Israele siano disposte a pagare o farsi pagare in Bitcoin.

E soprattutto non è detto che siano disposte ad aggirare sanzioni (subendone le conseguenze).

Fantasie, che difficilmente trasformeremo in realtà

Per quanto in tanti, anche tra i nostri lettori, sognino un network Bitcoin (o altri network crypto) forte abbastanza da offrire alternative al sistema attuale, ne siamo ancora molto lontani.

La volatilità del prezzo rimane un problema (almeno senza ancorarsi a unità di misura esterne) e le sanzioni, benché incapaci di operare sul network di Bitcoin, possono facilmente colpire gli intermediari.

Intermediari che, lo ricordiamo ai sognatori, sono assolutamente necessari quando parliamo di spostamenti che valgono, nel complesso, decine di miliardi di dollari.

È un fallimento di Bitcoin? No. Nel whitepaper, nessuno ha mai affermato di voler risolvere i problemi del mondo o di offrire canali alternativi al dollaro. Bitcoin risolve problemi personali, per milioni di persone, che è diverso.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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