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Nessun aumento dei tassi. Sarà più importante però seguire quanto dirà il presidente.

19:00 • Pubblicato 28/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Lisa Cook sarà ascoltata dal Congresso. Kevin Warsh dice che non è al corrente della sua diretta partecipazione. Si chiude così la conferenza stampa del presidente di Federal Reserve.

Warsh: l’economia è forte, non voglio indorare la pillola. L’economia è troppo forte? Abbiamo visto un miglioramento della produttività. Questo però non mi dice se stia causando inflazione o meno. Il mio compito non è “buttare sabbia negli ingranaggi dell’economia”.

Warsh non commenta sulle future decisioni in termini di balance sheet.

Domanda interessante da corrispondente estera coreana: cosa pensa dell’eventuale impatto sui bond detenuti dagli stranieri. Warsh: seguo l’economia coreana più di quanto possiate immaginare.

Warsh: a dicembre saremo posizionati meglio per decidere quale sarà la politica monetaria corretta.

A domanda su cosa si aspetta dalla decisione di dicembre, Warsh afferma di non credere nella forward guidance. Non è nuovo a queste uscite. Non si esprimerà su quello che accadrà tra sei settimane, durante l’ultimo meeting del FOMC del 2026.

Domanda da ABC: le midterm hanno impattato sulla decisione di tenere i tassi fermi? Warsh risponde secco: no, sono stato due giorni con i miei colleghi e non ho sentito nessuno parlare delle elezioni.

Warsh non crede al fatto che il settore AI sia immune a eventuali aumenti dei tassi di interesse. Da settembre, afferma, nel complesso tech hanno avuto un effetto. Warsh scherza poi su AI e SI (che è il modo di chiamare l’AI imposto recentemente da Trump).

Warsh: c’è una correlazione stabile tra prezzo del greggio e tassi di interesse fissati dai mercati. Una correlazione forte fino a poco fa. Io non sono una newsletter di Wall Street, vi racconto quello che vedo.

Warsh: aspettative di inflazione del pubblico sono alte sul breve periodo. Sul medio e lungo si fidano di Fed e della sua capacità di riportare l’inflazione al 2%.

Warsh: non abbiamo target diversi dal 2% di inflazione (PCE).

Domanda piccante: viene ricordato a Warsh il parere poco edificante di Trump sui colleghi del Presidente di Fed. Warsh si rifiuta di rispondere, confermando però di avere colleghi di cui, tutto sommato, si fida.

C’è davvero poco di cui parlare, tant’è che si torna a discutere delle task force, i sotto-comitati che avrebbero dovuto occuparsi di altre questioni di Fed. Risposta vaga.

Warsh, a domanda sulla responsabilità di Fed per la crescita economica: “Nostro mandato è di garantire stabilità prezzi e mercato del lavoro, nel contesto economico. Nel contesto, quello che possiamo fare è applicare il mandato che ci ha attribuito il Congresso”.

Warsh: “Vi aggiorneremo sul funzionamento del nuovo calendario”. Non è chiaro per il momento come saranno gestiti i “meeting senza voto”.

Warsh: “Ho colleghi molto indipendenti.”

Intanto i mercati reagiscono bene. Bitcoin torna sopra gli 81.000$. Ethereum corre ancora di più.

Domanda a Warsh sul livello dei tassi: “Dato che aspettate dati per decidere, questo può voler dire che i tassi attuali potrebbero essere quelli corretti?”. Warsh: “Medicina sta funzionando, ma non ci sono ancora dei risultati conclusivi”.

Warsh: sono contento dei progressi, ma non abbiamo ancora raggiunto la stabilità dei prezzi che vogliamo.

Prima domanda “cattiva” a Warsh: perché Fed è ferma se l’obiettivo è quello di riportare l’inflazione al 2%. Warsh risponde dicendo che tanto è già cambiato e che “noi interroghiamo la realtà”. E ricorda che a settembre il meeting ha aumentato i tassi.

Warsh annuncia revisione del numero di meeting del FOMC che decidono dei tassi di interesse, come aveva lasciato intuire già in passato. Ci saranno meno meeting annuali che si occuperanno di fissare i tassi.

Warsh: le informazioni che riceveremo in futuro ci aiuteranno nella decisione.

Warsh: non c’è alcuna mancanza di chiarezza nei nostri obiettivi su inflazione.

Warsh conferma quanto vi avevamo anticipato oggi sul sito del nostro giornale. I mercati stanno reagendo correttamente chiedendo ritorni più alti sul capitale. E questo aiuta il compito di Federal Reserve.

Warsh: crescita investimenti guidata dal tech. Disoccupazione è ok, condizioni positive per il mandato di Federal Reserve, mentre gli americani devono ancora avere a che fare con un’inflazione superiore al target da 6 anni. Le discussioni del FOMC sono state quasi tutte su prezzi.

Warsh: compito non facile. PIL si è rafforzato ed è stato rivisto al rialzo. Dal terzo trimestre ci aspettiamo ancora più crescita, superiore al 3%.

Warsh procede con la lettura verbatim del comunicato stampa: spesa domestica solida, crescita economica importante. Mercato del lavoro ok. L’inflazione rimane elevata. Il comitato (FOMC) ritiene che siano necessarie più informazioni.

Arriva Kevin Warsh, che esordisce con il suo classico: “Good Day”

Nessuno si aspetta grandi rivelazioni da Kevin Warsh, che sarà probabilmente incalzato riguardo una decisione in controtendenza rispetto a quanto aveva promesso durante l’insediamento, ovvero una lotta senza quartiere all’inflazione.

Mercati sostanzialmente sugli stessi livelli precedenti l’annuncio. Pochi movimenti su Bitcoin, crypto, azioni.

Domani toccherà a BCE. Anche per la Banca Centrale Europea ci si attende un “no hike”, per quanto la situazione in termini di inflazione sia preoccupante.

Per quanto riguarda il posizionamento delle grandi banche d’affari: tutte avevano correttamente previsto il “no like”, tranne una, Bank of America. Per dicembre il consenso è unanime: ci sarà un aumento dei tassi.

Il voto contro di Hammack era atteso. Meno atteso quello di Cook, che in tanti di voi ricorderanno in attriti importanti con Trump.

Per il resto nel comunicato stampa del FOMC non c’è granché: il comitato che decide i tassi di interesse negli Stati Uniti vuole attenere più dati e più informazioni per individuare il livello appropriato di tassi per riportare l’inflazione al 2% nel più breve tempo possibile, scrivono.

È stata una decisione non unanime. 10 a favore di tassi da lasciare fermi, 2 invece che hanno votato a favore di un aumento dei tassi. Si tratta di Lisa D. Cook e Beth M. Hammack.

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Federal Reserve ha infine deciso di fare quanto le chiedevano i mercati: tassi fermi, con la decisione che sarà rimandata a dicembre, ultimo appuntamento dell’anno. In attesa della conferenza stampa di Kevin Warsh, sono in realtà poche le considerazioni che si possono fare, se non quelle che riguardano appunto la volontà di Fed di assecondare i mercati, che almeno in un certo senso le stanno dando una mano.

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Tutto questo a 24 ore da una decisione di BCE che dovrebbe essere identica (rimandare tutto all’ultimo meeting) e mentre oggi la banca centrale canadese ha invece deciso di intervenire sui tassi al rialzo per la prima volta da tre anni a questa parte.

Tutto secondo le aspettative dei mercati

È andato tutto come si aspettavano i mercati, che poco prima del meeting avevano iniziato a prezzare al 92% il no aumenti e soltanto all’8% un hike dei tassi negli Stati Uniti. Fed d’altronde è intervenuta di recente e nonostante l’inflazione sia elevata, sarebbe stato eccessivo aspettarsi di nuovo un aumento dei tassi.

La corsa dei prezzi è infatti imputata in larga parte ai prezzi alle stelle non solo del greggio, ma anche dei prodotti raffinati (in particolare il diesel), dei quali si parla ormai poco sui giornali nonostante la situazione non sia affatto migliorata.

Kevin Warsh e i suoi hanno pertanto deciso di fermarsi almeno a questo giro, rimandando tutto all’ultima decisione del 2026, ovvero per il meeting del 9 dicembre 2026.

Cosa cambia ora?

In realtà molto poco. I mercati si aspettavano già uno stop e dunque avevano ampiamente prezzato questa eventualità. Ci sarà ora la conferenza stampa di Kevin Warsh che potrebbe cambiare tutto e offrire indicazioni che potrebbero piacere poco ai mercati.

Difficile però che avvenga: nel giro di pochi mesi Kevin Warsh si è infatti guadagnato la fama di uno che parla poco – o che comunque, come la direbbe lui, non ama affatto anticipare ai mercati scelte future.

Inoltre, sei settimane in un contesto del genere sono un’eternità e le banche centrali, in particolare dopo la lunga serie di errori durante e post COVID, hanno imparato a tenere la bocca cucita.

Ora la palla passerà all’ultima grande banca centrale che deciderà dei tassi, ovvero BCE, giovedì 29.

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Caporedattore e Content Strategy

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  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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