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Società quotata vende Bitcoin dopo l'hack di Binance: quantum e hack sono problemi insuperabili

Arriva l'ok per la vendita. Una società quotata coglie la palla al balzo. Ma ha senso quanto ha affermato?

17:17 • Pubblicato 31/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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L’hack di Binance inizia a produrre i suoi effetti in termini di credibilità per l’intero comparto. Una società giapponese ma quotata al Nasdaq, che ha in cassa 5.833 Bitcoin, ha approvato la possibilità di venderli citando non solo la minaccia quantum, ma anche quanto accaduto di recente a Binance, nonostante non abbia mai avuto a che fare con questo intermediario. La decisione sembrerebbe però essere una palla colta… al balzo.

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Nel complesso la capitalizzazione di mercato non è certo eccellente. Vale infatti circa 7,8 milioni di dollari, a fronte di 449 milioni di dollari di detenzioni in Bitcoin. Non esattamente un campione né delle società DAT, le Treasury che accumulano BTC come attività principale, né in senso generale.

Quantum, Binance, e altri rischi

Dietro la decisione di vendere Bitcoin – o meglio, di approvare la possibilità di vendere i propri BTC77.544 $▲ +0,03%, c’è quanto accaduto a Binance. Nel corso della settimana che va a concludersi infatti, il popolare exchange si è fatto sottrarre da non meglio identificati hacker oltre 6 miliardi di dollari in crypto, dei quali una parte rilevante in Bitcoin.

Un rischio troppo grosso per chi amministra Next, società incorporata in America, con sede in Giappone, ma quotata al Nasdaq. Un’azienda che – lo ripetiamo – vale soltanto una frazione dei BTC che ha in cassa.

Tutto questo nonostante il gruppo abbia i propri BTC presso custodi non identificati e che comunque non rispondono al nome di Binance.

Deteniamo sostanzialmente tutti i nostri Bitcoin in account di custodia in Giappone, di livello istituzionale, che hanno dimostrato di avere uno storico di rispetto delle leggi e di sicurezza.

Questo è quanto si legge in una delle ultime comunicazioni inviate da Next a SEC, l’autorità che vigila sui mercati negli Stati Uniti.

È davvero un pericolo?

Risposta breve: no. Risposta di media lunghezza: certe società, dopo aver giurato amore eterno a Bitcoin devono trovare un modo per svincolarsi. Risposta lunga: le sostanze patrimoniali di Next, almeno secondo i mercati, non valgono i Bitcoin che hanno in cassa.

Una situazione forse neanche troppo paradossale: tolta Strategy (qui puoi controllare i conti nel nostro tool dedicato) e poche altre, le DAT navigano in acque difficili, complicate, forse impossibili da superare senza danni.

E qualcuno prova a defilarsi.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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