Binance hack: le conseguenze del furto più grande della storia. Chi pagherà ora il conto?
L'hack di Binance è un problema per tutti, anche se l'impatto, per ora, è stato relativamente contenuto.
12:37 • Pubblicato 30/10/2026
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Quello andato in scena ieri sera può essere classificato a mani basse come l’hack più grande della storia delle criptovalute, nonché dell’intera storia della finanza. A pagare il conto è Binance, l’exchange più grande al mondo in termini di volumi di trading, che si è visto uscire dai propri hot wallet più di 6 miliardi di dollari di criptovalute, di cui una parte è già stata recuperata. Ma a rimetterci davvero, come spesso accade in eventi di questa portata, è sempre e solo il mercato.
A distanza di qualche ora dall’attacco, con i dati in mano e le dinamiche dell’operazione più chiare, possiamo iniziare a fare una prima conta dei danni e capire quali sono state le reali conseguenze del furto. Vi anticipiamo che le perdite sono significative, ma nonostante ciò il quadro generale sembra essere meno catastrofico di quanto si potrebbe immaginare.
Binance hack: ci saranno ripercussioni sugli utenti dell’exchange?
Secondo il comunicato ufficiale di Binance, il totale del furto ammonta a 6,3 miliardi di dollari, di cui circa 3 miliardi già recuperati grazie all’intervento tempestivo di Tether e Circle che hanno congelato le stablecoin rubate dall’hacker.
L’ammanco netto è dunque di circa 3,3 miliardi di dollari, cifra che in parte può essere coperta dal fondo SAFU in dotazione all’exchange, che dispone di 1 miliardo di dollari di riserve per situazioni d’emergenza come questa. Il restante deficit verrà probabilmente coperto dal balance sheet di Binance, ossia dai fondi propri dell’azienda.
Non sembrano esserci quindi, almeno per il momento, conseguenze sugli utenti. Tuttavia, i prelievi restano bloccati finché il team di Binance non avrà completato tutte le verifiche di sicurezza.
Al momento della riapertura dei prelievi, ci aspettiamo un outflow significativo di fondi, come d’altronde accade dopo eventi di questa portata.
Vi ricordiamo anche che Binance non è attualmente autorizzata a operare in Europa, visto che non ha ottenuto la licenza dai regolatori. Se anche tu hai crypto bloccate sulla piattaforma e stai valutando saggiamente di spostare tutto non appena riapriranno i rubinetti, ti consigliamo di dare un’occhiata alla lista dei migliori exchange MiCAR regolamentati nel 2026.
Liquidazioni e ripercussioni sugli asset crypto
Al momento della scoperta dell’hack, i mercati hanno reagito con un profondo dump, per poi recuperare leggermente nelle ore successive. Dal massimo locale di ieri al minimo toccato durante la notte, BTC77.701 $▼ -2,94% ha registrato un calo del 6,7% circa, mentre $ETH segue con una contrazione dell’8,5%. Entrambe le flessioni sono state parzialmente riassorbite con l’ultimo rimbalzo.
Questa ondata di volatilità ha portato a forti liquidazioni sui mercati futures. Secondo i dati Coinglass, nelle ultime 24 ore sono state spazzate via posizioni per un controvalore complessivo di 1,55 miliardi di dollari, di cui 1,29 miliardi relativi a posizioni long. Quasi tutti gli asset crypto registrano una predominanza di liquidazioni long, a eccezione di $HYPE, che si gode ancora gli effetti positivi della corsa di ieri. Puoi seguire le liquidazioni in tempo reale qui sul nostro tool.
Nonostante tutto, l’impatto sul mercato crypto sembra essere stato relativamente limitato. Ci sarà comunque da vedere come evolverà la situazione nelle prossime ore, per capire se questa notizia porterà a un incremento della pressione di vendita.
Il resoconto delle piazze DeFi: ci sono contagi pericolosi?
Sul fronte dei protocolli DeFi, l’hack di Binance non pare aver generato grosse ripercussioni. Subito dopo il furto, l’attaccante ha depositato 60 milioni di $USDT su Aave, prima ancora che Tether inserisse il suo indirizzo in blacklist, riuscendo a prendere in prestito circa 19.800 $ETH, pari a un controvalore di 45 milioni.
Come risposta, Aave ha congelato i suoi mercati per impedire che l’hacker continuasse a effettuare borrow con le sue stablecoin. Al momento non risultano crediti inesigibili – anche detti bad debt – ai danni del protocollo, con le sue pool che restano ancora chiuse per precauzione.
La perdita potenziale più grande in termini di contagio in DeFi sembra essere attribuibile alla piattaforma Ethena, che aveva un’esposizione di circa 8,8 milioni di dollari su Binance come parte delle sue strategie di rendimento. Questo comunque non significa che i fondi siano definitivamente persi, in quanto si tratta chiaramente di una perdita non ancora realizzata.
In ogni caso Ethena presenta un fondo di sicurezza dal valore di 60 milioni di dollari che può coprire questa potenziale passività. Poco male, considerando che sarebbe potuta andare molto peggio, soprattutto se l’hack fosse avvenuto quando il protocollo concentrava ancora gran parte della sua liquidità nelle attività di basis trading, ovvero quando aveva un’esposizione molto più alta sull’exchange.
Il danno più grande dell’hack di Binance: la fiducia del mercato
A conti fatti, le perdite complessive derivanti dall’hack di Binance risultano certamente importanti ma non così catastrofiche da mettere in pericolo l’ecosistema crypto. Il danno più grosso, tuttavia, riguarda un fattore che non è quantificabile a livello analitico, ma che rappresenta comunque un duro colpo per il settore, ossia l’erosione della fiducia da parte degli utenti.
Binance era considerata – evidentemente in modo errato – una delle piattaforme più sicure dell’intero mondo crypto. Questo hack avrà probabilmente effetti negativi in termini di sentiment, con tanti operatori che potrebbero decidere di abbandonare il settore o di ridurre la propria presenza nel mercato.
Inoltre, tutto questo clima di incertezza si somma alle recenti preoccupazioni degli esperti in materia di sicurezza informatica, con quantum e AI che stanno terrorizzando gli holder di Bitcoin. Insomma, non una bella pubblicità per il settore, in un momento in cui dimostrare solidità e resilienza di fronte agli attacchi hacker era forse più importante che mai.
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