La bolla AI sta scoppiando? Nasdaq in calo, ma gli indici equal weight avanzano. C'è qualcosa che non abbiamo capito
La bolla AI di Wall Street è davvero scoppiata? Gli indici equal weight superano quelli tradizionali, segnalando una rotazione verso titoli minori
09:50 • Pubblicato 03/11/2026
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Il calo del Nasdaq sulla scia delle vendite tecnologiche porta molti a chiedersi se la bolla dell’intelligenza artificiale stia scoppiando. In verità dietro il calo si legge una rotazione più che una fuga dal mercato. Gli indici equal weight, che pesano tutti i titoli allo stesso modo, battono infatti le versioni guidate dalle Big Tech. I conti di Apple e Palantir sono arrivati ieri sera.
S&P 500, l’equal weight mette in dubbio lo scoppio della bolla
Andiamo ad analizzare la struttura dell’S&P 500 attraverso il confronto tra l’indice classico e la versione equal weight. L’equal weight (SPXEW) è il paniere che assegna a ogni titolo lo stesso peso e guadagna il +13,72% da inizio 2026, contro il +9,36% dell’indice ponderato per market cap. La differenza tra le due versioni misura il peso reale delle Big Tech.

Nelle ultime sedute le due linee si sono incrociate di nuovo, come mostra il primo grafico, con il paniere a pesi uguali (SPXEW) in risalita. Se la bolla stesse davvero scoppiando, le vendite travolgerebbero l’intero paniere e non soltanto i titoli a maggiore peso.
Nasdaq, stesso segnale dal paniere a pesi uguali
La stessa fotografia arriva dal listino tecnologico, dove il divario si è aperto nelle ultime settimane. Il Nasdaq equal weight (NDXE) sale del +13,25% da inizio anno, mentre l’indice guidato dalle mega cap si ferma al +10,85%. Entrambe le linee arrivano da un calo ripido, come evidenzia il grafico, ma la versione a pesi uguali (linea blu) resta sopra di oltre 2 punti percentuali.

Il sorpasso è maturato nelle sedute più pesanti per i titoli delle Big Tech, con Alphabet in calo del -12,31% nell’ultima settimana dopo la trimestrale della holding di Google. Il distacco tra indice ed equal weight indica che le vendite restano concentrate sulle Big Tech dell’intelligenza artificiale, non sul mercato nel suo complesso.
Russell 2000 e Dow Jones davanti all’S&P 500
Il quadro trova conferma nel confronto tra i quattro principali indici americani, visibile nel grafico allegato. Il Russell 2000 delle società a minore market cap guida la classifica con un +12,55% da inizio 2026. Seguono il Nasdaq al +10,85% e il Dow Jones al +10,15%, mentre l’S&P 500 chiude la fila con un +9,64%.
Lo stesso messaggio arriva dalla Borsa di New York (NYSE), il listino dove sono quotati i titoli che compongono questi indici. Nella chiusura di ieri le azioni in rialzo sono state 1.213 contro 620 in ribasso, un rapporto di quasi 2 a 1. Questo dato ci descrive un mercato che ruota verso i titoli minori, non una bolla che affonda il listino. I cali di Nasdaq e S&P 500 sono influenzati dal peso dei titoli a maggior market cap. Ieri Microsoft ha perso il -2,83% e Nvidia il -1,28%.

Apple e Palantir superano il test delle trimestrali ma le azioni no
Le prime risposte della settimana sono arrivate ieri sera a mercati chiusi. Apple ha pubblicato ricavi record per 114,5 miliardi di dollari, in crescita del 12%, come analizzato ieri sera nel nostro approfondimento sulla trimestrale di Apple. Il titolo è però sceso nell’after hours, per una previsione di margine lordo tra il 45% e il 46% a dicembre. Palantir ha battuto le stime con ricavi in crescita del 96%, ma anche qui il titolo ha ripiegato nell’after hours. Il dibattito sulla bolla AI passa ora dai conti di AMD, attesi questa sera dopo la chiusura di Wall Street.

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