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Intelligenza Artificiale

Vitalik Buterin avverte: l'AI sta creando nuovi mostri nel mondo crypto. 3 soluzioni per combatterli

Vitalik torna a parlare di AI e di come sia necessario iniziare a difendersi dai potenziali attacchi futuri.

14:17 • Pubblicato 04/11/2026

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Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

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Ieri si è tenuta la cerimonia di apertura del Devcon 8 di Mumbai, in India, una delle principali conferenze annuali organizzate dalla community di Ethereum. Tra i protagonisti dell’evento non poteva mancare ovviamente Vitalik Buterin, che ha preso parola in uno speech in cui non si è parlato dei soliti temi come la scalabilità, l’adozione della blockchain o il prezzo di ETH, ma quasi esclusivamente di intelligenza artificiale.

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Vitalik è tornato a insistere su un argomento che aveva già affrontato più volte nel corso degli ultimi mesi, lanciando l’ennesimo monito al mondo crypto. Il messaggio è semplice: l’AI sta crescendo molto rapidamente e non possiamo fermarla. Dobbiamo imparare a convivere con una tecnologia potenzialmente molto pericolosa che potrebbe aumentare le capacità di hacking degli attaccanti, ma che allo stesso tempo può anche migliorare i sistemi di difesa.

Vitalik Buterin parla di AI con preoccupazione: stanno nascendo nuovi mostri

Il co-fondatore di Ethereum si è presentato al Devcon 8 con un abbigliamento piuttosto insolito: un lungo mantello verde e una maschera gialla con una faccina sorridente che gli copriva il volto. Il riferimento non è affatto casuale, in quanto ricorda il mostro Shoggoth, un meme diventato molto famoso nel mondo AI, che rappresenta il lato più oscuro e meno prevedibile dell’intelligenza artificiale.

Dietro un costume così eclatante, tuttavia, Vitalik ha affrontato un discorso estremamente serio, in cui ha invitato tutti i partecipanti della conferenza a riflettere su come sta cambiando il rapporto tra tecnologia, sicurezza e fiducia in un’epoca come questa. Il punto chiave è che l’AI oggi può fare cose che fino a poco fa sembravano impensabili, sia in positivo che, purtroppo, anche in negativo.

Look di Vitalik Buterin al Devcon 8 di Mumbai

Oggi i modelli più avanzati possono individuare bug nei codici con molto meno sforzo e meno tempo rispetto al passato, rendendo gli hacker sempre più forti e con strumenti accessibili a un pubblico più vasto. Inoltre, gli stessi modelli possono anche analizzare facilmente enormi quantità di dati, compresi audio e video, cosa che rende molto più semplice raccogliere informazioni sulle persone e seguire le loro attività.

Criptovaluta.it - Vitalik Buterin
Vitalik Buterin
Co-fondatore di Ethereum

Stanno nascendo mostri nuovi e più potenti con cui dobbiamo necessariamente fare i conti. È un gioco folle e, purtroppo, è un gioco obbligatorio.

Le 3 soluzioni per combattere il lato oscuro dell’AI

Vitalik ha proseguito il discorso spiegando che non possiamo sottrarci allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e che dobbiamo necessariamente imparare a convivere con una tecnologia così potente. Ha proposto 3 soluzioni per limitare l’impatto negativo dell’AI ed evitare che qualcuno possa sfruttarla per compiere azioni che potrebbero distruggere interi ecosistemi blockchain, compreso quello di Ethereum.

  1. Decelerazione: la prima opzione è quella di rallentare lo sviluppo tecnologico. Tema già trattato qualche settimana fa in cui Vitalik aveva affermato che serve tempo per difendersi.
  2. Dominazione: cercare di concentrare il potere nelle mani di poche organizzazioni che possono decidere arbitrariamente chi può usufruire di questa tecnologia. Scenario che lo stesso Vitalik vorrebbe evitare a tutti i costi.
  3. D/ACC: si parla di accelerazione decentralizzata e difensiva, ossia un approccio che prevede di sviluppare tecnologie aperte e decentralizzate in grado di scovare vulnerabilità in modo rapido e difenderci dagli attacchi AI.

La strada giusta, secondo il co-fondatore di Ethereum, è la terza. In questo modo la sicurezza digitale del settore blockchain non dovrebbe neanche più dipendere interamente dalla benevolenza di Google, OpenAI, Microsoft o di qualche altro colosso che decide come affrontare gli attacchi esterni. Vitalik vuole, in ultima istanza, sistemi aperti e permissionless che tutti possono controllare.

A tal proposito, Vitalik ha citato progetti come GrapheneOS e QubesOS, due sistemi operativi che puntano a garantire maggiore sicurezza e controllo da parte degli utenti.

Sicurezza dell’hardware, privacy e manipolazione dei mercati

L’intervento del massimo esperto di casa Ethereum è poi continuato con il tema della sicurezza informatica, ma spostandosi dal lato software a quello hardware. In particolare, si è parlato di hardware wallet e della necessità di poter verificare che i dispositivi fisici che utilizziamo per custodire criptovalute non siano stati alterati.

Qui l’avvertimento arriva probabilmente come risposta a quanto successo di recente con gli hack fisici di Ledger in Asia, situazione che ha poi obbligato diversi rivenditori a rimuovere dal commercio i wallet manomessi.

Vitalik ha poi richiamato l’attenzione sul tema della privacy, affermando che “i dati dovrebbero essere trattati come rifiuti tossici”, nel senso che le grandi aziende dovrebbero evitare di conservare inutilmente dati che non creano valore. Molte informazioni potrebbero circolare con più riservatezza nel web attraverso le prove ZK, che permettono di verificare dati senza svelarne il contenuto.

Infine, l’esperto ha espresso una posizione piuttosto dura sul rapporto tra social media e speculazione dei mercati: secondo lui i social sono diventati strumenti poco affidabili per formarsi opinioni, soprattutto quando si parla di investimenti. Ha fatto riferimento proprio al mondo crypto, facendo intendere che cercare opportunità speculative su X è come esporsi a una rete di bot e utenti che hanno interessi economici nel manipolare il sentiment.

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DeFi & On-Chain Specialist

Ordine dei Giornalisti delle MarcheFondatore del chapter Legal Hackers di Civitanova MarcheVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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