Inflazione al 5,4% e rendimenti reali negativi: ma i mercati premiano ancora i BTP
Il BTP rende meno del decennale francese, ma l’inflazione italiana erode il potere d’acquisto. Settimana decisiva per debito e tassi europei.
08:17 • Pubblicato 07/11/2026
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L’inflazione dell’Eurozona è salita al 4% a ottobre, massimo da tre anni secondo Eurostat. L’Italia guida la classifica col 5,4% e il rendimento reale del suo decennale è tornato sotto zero. La settimana prossima arrivano il CPI americano di ottobre e il giudizio dell’agenzia di rating Standard & Poor’s sul debito italiano. Sullo sfondo c’è un BTP forte che per la prima volta rende stabilmente meno del decennale francese.
L’inflazione dell’Eurozona accelera e l’Italia fa peggio di tutti
Il dato Eurostat di ottobre ha segnato un’inflazione al 4% dal 3,8% di settembre, con un rialzo mensile dello 0,4%. La spinta arriva quasi tutta dall’energia, che corre a +20,8% annuo e vale circa 1,9 punti del totale. Il grafico del confronto tra i Paesi mostra l’Italia in testa col 5,4%, in accelerazione di 1,2 punti in un mese. Seguono la Spagna al 4,9% e il Portogallo al 3,8%, mentre la Francia si ferma al 3,4%. La Germania resta la più virtuosa del gruppo col suo 2,8% annuo.

I rendimenti dei decennali salgono e la Francia paga più dell’Italia
Sul mercato obbligazionario la nuova fiammata dei prezzi si sconta con rendimenti in salita ovunque. Il doppio grafico mostra il Bund al 3,249%, il BTP al 4,336%, l’OAT francese al 4,785% e il Gilt britannico al 5,160%. Da inizio 2026 i rendimenti francesi sono saliti del +32,27%, contro il +22% italiano e il +11,77% tedesco. Dai massimi di metà ottobre è però in corso una discesa generale, col Bund che ha già restituito oltre metà del rialzo annuo. Da settembre Parigi paga stabilmente più del BTP italiano, un sorpasso che avevamo analizzato parlando di inflazione e crisi francese.

Il rendimento reale del BTP torna negativo dopo tre anni
Con l’inflazione al 5,4% la domanda vera è se il BTP protegga ancora il potere d’acquisto. La risposta sta nel rendimento reale, la differenza tra quanto rende il titolo e quanto corrono i prezzi. Il conto oggi è semplice e impietoso: 4,336% meno 5,4% fa -1,06%, cosa che non accadeva dal 2023. Il confronto tra gli Stati Europei nel grafico mostra il Regno Unito al +1,663%, la Francia al +1,387% e gli USA al +1,164%. Anche la Germania resta positiva col +0,450%, mentre l’Italia è l’unica del gruppo sotto lo zero.

Il paradosso è che il rendimento reale negativo nasce anche dalla forza inusuale del BTP. Il decennale italiano rende oggi 45 punti base meno di quello francese, come mostra il grafico dello spread. Non era mai successo in vent’anni di serie, e nel 2012, al culmine della crisi del debito, l’Italia pagava quasi 4 punti più della Francia. La fiducia dei mercati comprime i rendimenti nominali e, con l’inflazione più alta d’Europa, il conto finale scende sotto zero. I livelli si seguono dal tool dei rendimenti dei titoli di Stato di Criptovaluta.it.

La BCE al bivio sui tassi mentre l’Italia aspetta Standard & Poor’s
Philip Lane, capo economista della BCE, ha detto che l’inflazione va riportata all’obiettivo entro uno o due anni. Parole che i mercati leggono come la premessa di nuovi aumenti dei tassi, con un possibile ritocco già alla riunione di dicembre. Per l’Italia il passaggio chiave della settimana prossima è il giudizio dell’agenzia Standard & Poor’s sul debito. Il dato definitivo sull’inflazione europea di ottobre arriva invece il 18 novembre e dirà se il 4% è confermato.
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