USA: disoccupazione giù, posti di lavoro su. I mercati rimbalzano senza temere rialzi dei tassi
I dati sull'occupazione sono migliori delle aspettative. I mercati USA tentano il rimbalzo.
16:07 • Pubblicato 06/11/2026
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È una disoccupazione USA morbida e sotto le aspettative. I dati diffusi dagli enti di statistica ufficiali americani parlano del 4,1%, contro previsioni che la volevano in linea con la lettura precedente, al 4,2%. È un dato, questo, che Fed segue con una certa attenzione, avendo tra i suoi mandati quello della massima occupazione. Il dato gioca contro la possibilità che Fed lasci i tassi invariati per il prossimo (e ultimo del 2026) incontro del FOMC.
I dati sono stati accompagnati da un numero di nuove buste paga – e dunque di nuovi posti di lavoro creati – di molto superiore alle aspettative. Una situazione che racconta di un mercato del lavoro che è in ottima forma e che dunque non dovrebbe essere di alcun ostacolo per eventuali manovre di politica monetaria restrittiva da parte di Federal Reserve.
I mercati intanto pensano ad altro
Intanto l’apertura di Wall Street ha dimostrato che i pensieri dei mercati e degli investitori sono altrove. Il rimbalzo dei titoli AI sta aiutando il Nasdaq-100 e più in generale gli indici americani per il recupero. Siamo comunque ancora molto lontani dai pessimi numeri che le borse hanno fatto registrare ieri.
Una situazione complessivamente interessante – e che potrebbe (domani saremo online con uno speciale sul tema) far aspettare i più timorosi di ulteriori crolli.
Il tema della disoccupazione e dei tassi è quanto di più lontano ci sia dalle preoccupazioni di un mercato che ieri ha visto crollare praticamente tutto il comparto tech, con perdite importanti anche tra società solide e ben capitalizzate.
Un’occasione per tanti di comprare – Cathie Wood lo ha fatto su Nvidia e altri titoli – ma non per tutti. O almeno, non ancora.
Dal fronte del lavoro
Gli Stati Uniti non sembrano dover ancora preoccuparsi di un eventuale cedimento del mercato del lavoro, che non solo rimane solido, ma che addirittura migliora dopo un periodo di andamento laterale.
La disoccupazione scende al 4,1% e rimane strutturalmente bassa. Le nuove buste paga battono (quasi del triplo!) le previsioni.
Il doppio mandato di Federal Reserve: alla banca centrale USA sono attribuiti due compiti. Deve mantenere i prezzi stabili (inflazione intorno al 2% di target) e garantire la massima occupazione. Con l’occupazione così elevata, aumentano le chance di aumento dei tassi, se l’inflazione continuerà a correre.
Il dato ha spostato in modo significativo le attese di rialzi per dicembre. 24 ore fa, prima del crash di borsa, eravamo intorno al 67%. Oggi, subito dopo la riapertura e la comunicazione del dato, siamo già al 76,8%.
Tuttavia il prossimo meeting di Fed/FOMC sarà il prossimo 9 dicembre e ci sarà pertanto spazio per vedere questi numeri cambiare molto.
I mercati non sembrano temere troppo però un rialzo dei tassi. Le preoccupazioni ora sono – come abbiamo visto sopra – altre. E c’è anche la IPO di Anthropic che incombe: avrebbe dovuto essere la più importante di sempre e ora sembra stia avendo qualche difficoltà a trovare investitori disposti a sborsare cifre astronomiche. Più che però di un indizio sulla qualità dell’azienda, è in realtà un termometro di quanto alta sia la febbre nel comparto AI.
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