Per salvarsi dal crollo Taiwan impone limiti alle vendite allo scoperto. Saranno già operativi da lunedì
A Taiwan gli short saranno limitati già da lunedì, dopo il crollo del principale indice di venerdì. Funzionerà?
Aggiornato 07/11/2026
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Da lunedì 9 novembre a Taiwan non si potranno più aprire short – se non a determinate condizioni. FSC ha annunciato che ci saranno limiti importanti ai prestiti per andare short (al massimo il 3% del volume medio di trading del titolo di riferimento), con l’obiettivo di stabilizzare un mercato che è stato tra i più colpiti dall’ondata di vendite che ha dominato le trattative negli ultimi giorni. Per avere una proporzione della rilevanza delle limitazioni, basti pensare che il limite precedente era del 30%.
Saranno inoltre modificati i requisiti di margine: sarà necessario avere il 130% di collaterale, contro il 90% richiesto invece in periodo di normalità. Una risposta dura, che avrà come obiettivo quello di limitare l’attacco ai titoli più importanti della borsa di Taiwan, travolti dal cambio di trend improvviso legato alle preoccupazioni sull’intelligenza artificiale.
È bastato un 9%…
A innescare le misure emergenziali c’è stato un crollo durante la seduta di venerdì che ha toccato il 9% (salvo poi recuperare parzialmente), con il principale indice della borsa di Taiwan, TAIEX, che è tecnicamente in bear market.
Non è chiaro che tipo di risposta si aspettino le autorità a queste misure, che sono relativamente popolari tra chi governa i mercati e sulle quali però esiste una vasta letteratura incapace però di mettersi d’accordo sui risultati effettivi di certe scelte.
Con ogni probabilità la prima preoccupazione delle autorità di Taiwan è quella di limitare almeno in parte, per quanto possibile, la volatilità, che può innescare vendite a catena proprio delle posizioni a margine.
Tutte le azioni più importanti di Taiwan sono coinvolte nel ciclo AI
Taiwan – insieme a Seul – è una delle borse più colpite dal recente crollo del mondo AI. Le società più capitalizzate sono infatti TSMC (che produce chip), che da sola vale più di 10 volte la capitalizzazione di mercato della seconda in classifica, che è MediaTek. Delle prime cinque per capitalizzazione di mercato, tutte sono attive direttamente o indirettamente nel settore AI, dei chip o dell’elettronica.
Ad ogni modo, si tratta di una borsa che dipende quasi esclusivamente da TSMC – società che è stata tra le principali beneficiarie a livello mondiale del grande boom dell’intelligenza artificiale.
Lunedì, alla riapertura, potremo tirare le prime somme per quanto riguarda le misure imposte da FSC. Funzioneranno? E per quanto a lungo potranno funzionare se i mercati non invertiranno il trend, cosa che però, almeno negli USA, hanno già fatto venerdì?
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