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Laos apre a Bitcoin | al via il mining professionale

Bitcoin continua ad attirare, specialmente in termini di mining, le attenzioni di paesi economicamente emergenti, alcuni dei quali potrebbero provare a capitalizzare la stretta cinese che ha causato la fuga di enormi imprese di mining dalla Repubblica Popolare.

Ultimo paese in ordine di apertura al mining è il Laos – paese dall’economia non esattamente forte – e con uno strettissimo controllo sulle attività economiche del suo paese. Secondo quanto riportato da The Laotian Time sono state concesse le prime autorizzazioni a 6 imprese del paese per avviare attività di mining Bitcoin, con novità che presto potrebbero riguardare anche l’uso di $BTC nel paese come mezzo di pagamento.

LAOS apre a Bitcoin - l'analisi di Criptovaluta.it
Al via le operazioni per il mining – che sarà basato su energia idroelettrica

Una notizia – anche se in piccolo – bullish per Bitcoin – che sembra essere diventato una sorta di last resort per diversi paesi che provano ad emergere economicamente.

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Outlook, target price e segnali su Bitcoin – per puntare sull’apertura del Laos

Cosa ha approvato il Laos e perché potrebbe essere importante per l’economia di Bitcoin

Si potrà finalmente fare mining Bitcoin in Laos – e parliamo della possibilità di farlo in termini professionali, ovvero in forma di impresa e con la costruzione di mining rig di proporzioni importanti. Una novità assoluta nel paese, che può anche contare su una discreta quantità di energia prodotta tramite dighe e quindi di tipo rinnovabile, che sarebbe perfettamente in linea con i nuovi standard che interessano – su diversi livelli – gli investitori istituzionali in Bitcoin.

L’autorizzazione sarebbe già stata concessa a sei diverse compagnie – alcune delle quali non attualmente coinvolte né nell’IT né nel mondo delle criptovalute. Una situazione che vede coinvolti, per intenderci, operatori che sono vicini anche al mondo delle costruzioni e impegnati anche nella produzione di energia.

Dalla scelta delle società che sono state destinatarie di queste prime autorizzazioni, sembrerebbe chiara da parte del paese asiatico la volontà di dare un’impronta fortemente industriale all’eventuale apertura al mining, che dovrebbe a questo punto avvenire nelle prossime settimane.

La ricchezza di energia del paese ha sicuramente contribuito ad una scelta di questo tipo – in un paese dove il controllo dello stato sull’economia è ancora forte, cosa segnalata anche dall’implementazione di un sistema a licenze per questo tipo di operazioni.

Nel paese intanto trading e uso di criptovalute fuori controllo

O meglio, fuori dal controllo diretto del governo, nonostante questo si sia speso con una certa costanza per dissuadere i propri cittadini dall’utilizzo delle criptovalute come metodo di pagamento e anche come veicolo di investimento.

Appelli ripetuti che però non hanno sortito i loro effetti, almeno secondo quanto riportato dalla stampa locale, con l’uso di Bitcoin ma anche di altre criptovalute che sembrerebbe essere in forte aumento nel paese.

Un altro ottimo segnale per Bitcoin

L’ecosistema Bitcoin, che riguarda anche il mining, è tanto appetibile da far barcollare anche le convinzioni di paesi con un pessimo score quando si parla di aperture alle novità.

L’occasione ghiotta creata dalla persecuzione cinese nei confronti dei miner potrà aprire a novità importanti di carattere geopolitico e nell’economia di BTC. Che sono le benvenute, in particolare quando possono creare decentralizzazione anche a livello geografico e giurisdizionale.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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