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futuro di bitcoin e delle altcoin

Secondo gli analisti, il regno di Bitcoin sta finendo

Ormai è passato più di un anno da quello storico momento in cui Bitcoin accarezzò il valore di 20.000 dollari per token. In tutto questo tempo, le altcoin sono state necessariamente condizionate da BTC. Basta guardare ai dati sulla capitalizzazione per capire il motivo: con i suoi 70 miliardi, è cinque volte più capitalizzata di Ethereum. Al momento le cose stanno cambiando, ed a cogliere l’occasione per esprimersi sono vari analisti. Tra questi Mark Dow, ex analista ed economista di spicco del Fondo Monetario Internazionale. Secondo Dow, il fatto che i rialzi di questi giorni non abbiano ancora spinto Bitcoin verso i 5-6.000 dollari di valore sono un cattivo segno per l’andamento del token.

Un’altra voce molto influente della community, Crypto Integrity, a febbraio aveva rilasciato un report molto interessante in cui veniva segnalato come l’88% del volume generato dal trading sia “falso”. In poche parole, sarebbero gli exchange a starsi scambiando liquidità tra di loro in modo da influenzare il prezzo dei token e da influenzare i trader grazie agli elevati volumi di scambi.

Arrivano le altcoin

In questi giorni siamo tornati a parlare più volte di come questo momento di stallo per Bitcoin stia arrivando proprio in un periodo glorioso per le altcoin. In particolare abbiamo osservato come ZCash, Litecoin e Binance Coin stiano attraversando un ottimo periodo anche grazie al loro maggiore uso nell’economia reale; forse è il momento di prepararci all’addio alla regina. Il dominio di Bitcoin sul mondo delle criptovalute non si giustifica più né con la sua tecnologia ampiamente superata, né con l’entusiasmo degli investitori che paiono ormai aver iniziato a guardare seriamente altrove. Anche gli analisti confermano il trend, non soltanto Mark Dow.

Il futuro delle criptovalute è ancora incerto, anche se abbiamo già analizzato ieri quanto questo possa essere legato al destino ed all’espansione degli exchange. Binance ne è il caso più evidente, ma ci sono tanti altri possibili scenari ad attenderci. Sicuramente, quello che sta emergendo è soltanto quello che ci si aspettava già da tempo: le crypto di maggior successo saranno sempre di più quelle che consentono di fare uso dei token per acquistare beni e servizi su larga scala, nonché quelle che verranno adottate nelle ICO delle startup di successo. Le monete elettroniche esclusivamente speculative saranno via via più rare, finché non lasceranno il passo alle incalzanti iniziative di progetti orientati alla vera creazione di valore.

Un gigante ammalato

Bitcoin è come un colosso che non riesce più a trovare il suo posto nel mondo. Alla fine del 2017 e all’inizio del 2018 la copertura mediatica aveva portato molte persone ad acquistare, semplicemente per il passaparola e per la “pubblicità” fatta dai media tradizionali. Quando all’irrazionalità della massa si sostituisce il raziocinio degli investitori, tuttavia, pare chiaro che Bitcoin accusi tutti i problemi di un pioniere che non si è rinnovato: il problema ambientale ed energetico del mining, la lentezza nella gestione delle transazioni, la blockchain non veramente funzionale e la difficoltà dei blocchi che aumenta a discapito del valore dei token. Per il momento non possiamo ancora dichiarare la fine di un’epoca, ma tutti i segnali ci lasciano presagire che non manchi molto al giorno in cui potremo annunciare una nuova regina delle crittovalute.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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