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I gemelli fondatori di Gemini chiedono maggiore regolamentazione per le crypto

Una notizia che ha sconvolto la community dell’economia decentralizzata è arrivata a dicembre scorso, quando il fondatore di Quadriga CX è mancato provocando ingenti perdite per i clienti. Gerald Cotten, questo era il suo nome, aveva fondato uno degli exchange canadesi di maggior successo; alla sua morte tutto il lavoro è andato perduto, con il suo portafoglio milionario e i fondi di tutti i clienti. Ora i fondatori di Gemini, i gemelli Winklevoss, chiedono che sia la legge ad intervenire su questo tipo di avvenimenti. Il mondo delle criptovalute ha sempre guardato con diffidenza verso i regolatori centrali, ma ora sembra quasi che questi stiano venendo pregati per il loro intervento.

 Secondo i Winklevoss, è la colpa per la perdita di valore delle criptovalute

Anche se il 2019 sembra un anno promettente per le criptovalute, siamo ancora ben lontani dai massimi raggiunti a gennaio 2018. Si sta parlando tanto delle motivazioni che hanno spinto milioni di persone ad abbandonare questo tipo di economia, ma non si trova una strada comune. Secondo i fondatori di Gemini, uno degli exchange più amati in Nord America, si tratterebbe proprio della mancanza di regolamentazione: i fratelli sostengono che le persone, sentendosi scoraggiate da avvenimenti come quello di Quadriga CX, sarebbero diventate più diffidenti. Effettivamente il caso di Cotten è unico nel suo genere, ma abbiamo più volte raccontato di furti informatici e problemi generalmente connessi al mondo crypto.

Ora che sono due esponenti così importanti del mondo delle criptovalute a chiedere l’intervento di un regolatore nazionale, quello che sembrava un argomento da bar diventa centrale nelle conversazioni di altri grandi esponenti dell’economia decentralizzata. Proprio in questi giorni, tra l’altro, gli Stati Uniti si stanno preparando ad annunciare una nuova linea politica proprio per normare questa materia.

Il mondo delle criptovalute va regolamentato?

Questa è una domanda che genera quasi sempre disaccordo e disunione. C’è chi sostiene che per compiere una rivoluzione macroeconomica sia necessario avere l’aiuto delle istituzioni, che altrimenti finirebbero per osteggiarla; dall’altra parte c’è chi dice che la rivoluzione consista proprio nella democrazia decentralizzata delle monete digitali, che consentono a ciascun “nodo” di pesare nello stesso modo e di regolamentare tutto direttamente tramite algoritmi. Difficile pensare ad un avvicinamento tra queste due posizioni in quel che potrebbe somigliare ad un compromesso: probabilmente questo sarà un argomento che continuerà a dividere gli investitori per molto tempo.

Per quanto le voci di divisione sembrino una debolezza, in ogni caso, è evidente che il dialogo nel mondo dell’economia decentralizzata abbia sempre portato a dei passi in avanti. Anche in Italia gli investitori ne parlano, con la nostra redazione in prima linea nel farlo. Al momento le crittomonete sono protagoniste di un’enorme lacuna normativa in Italia, che ha portato anche alla nascita di schemi piramidali pericolosi come OneCoin e Crypto Revolt. Con delle leggi più serie in materia, i progetti validi potrebbero emergere maggiormente e farsi strada nel “rumore” provocato da tutti gli altri. Questa è soltanto un’opinione, ma sembra essere anche quella dei gemelli Winklevoss e di molte altre persone che quotidianamente vivono questo settore dall’interno.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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