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Maximine Coin in rally rialzista: +754,5% da inizio marzo

Man mano che il 2017 si allontana diventa sempre più lontano il ricordo dei rialzi sulle criptovalute che facevano strofinare gli occhi agli investitori. In questi due anni abbiamo visto tanti progetti nascere e poi fallire, senza un reale interesse da parte del mercato. Sembrava la fine a cui sarebbe stato destinato anche Maximine Coin, che invece dall’inizio di febbraio ha scritto una delle pagine più incredibili della storia recente delle criptovalute. In particolar modo sorprende la performance di marzo, un incredibile +754,5%: il valore, che all’inizio del mese era di appena di 1 centesimo di dollaro per token, adesso è arrivato a 7.5 centesimi.

Oltre a riportare la notizia, di per sé interessante, ci vogliamo interessare anche di cosa sia Maximine Coin e di quali siano le ragioni di questo rialzo. Come sempre, andremo a fondo per cercare di separare il vero valore aggiunto di questo progetto dalla parte puramente speculativa.

Cos’è Maximine Coin?

Non tutte le criptovalute nascono con il solo fine di gestire le transazioni economiche in un modo diverso, questo lo sappiamo. Anzi, ad oggi i progetti come EOS, Tron ed Ethereum paiono decisamente più amate dagli investitori. Eppure Maximine Coin ha un modello di business completamente diverso. Non si tratta né di una criptovaluta “pura”, né di un token scambiato per affittare della potenza di calcolo su una blockchain integrata. MXM è un token utilizzato dalla rete Maximine per noleggiare delle attrezzature in cloud con cui fare mining.

Se non sei un esperto di criptovalute, forse saprai comunque che molte di queste possono essere minate. Il mining è l’operazione che permette di imprestare potenza di calcolo alla rete in cambio di una ricompensa, solitamente erogata sotto forma di crittomonete. In molti casi questa attività richiede hardware costosi e sofisticati, nonché di trovarsi in un posto dove il costo della corrente elettrica è molto basso. Per far fronte a questi limiti sono nati dei servizi che consentono di noleggiare virtualmente questa attrezzatura, ricevendo poi in cambio i token minati grazie al noleggio.

Maximine è una rete che si occupa proprio di fare incontrare la domanda e l’offerta di noleggi di attrezzature per minare criptovalute. Maximine Coin, la criptovaluta inserita in questo contesto, serve a chi affitta l’attrezzatura per pagare chi l’ha messa a disposizione; di fatto è una moneta virtuale nata per un fine molto ristretto, ma la sua blockchain è così avanzata da permettere anche l’esecuzione di contratti intelligenti.

Le ragioni del rialzo

Malgrado il notevole aumento del valore di MXM, per gli investitori potrebbe essere molto pericoloso cercare di unirsi alla festa. Basta risalire al ritroso nelle transazioni: la gran parte del volume è stata generata dagli scambi su Coinbene, un exchange che ha sede a Singapore proprio come il team di Maximine. In diverse giornate il volume di scambi di MXM su questa piattaforma ha rappresentato il 99% degli scambi totali, cosa che fa presumere che ci siano poche persone dietro al rally rialzista.

Il poco volume arrivato da HitBTC e Livecoin potrebbe essere spiegato dagli speculatori che hanno tentato di intercettare il rally mentre questo era in atto. A far preoccupare non è soltanto questa parentesi, ma anche il fatto che più dell’85% delle monete vendute per acquistare Maximine Coin fossero Tether, una moneta di cui pochi dispongono in grandi quantità. Insomma, sembra proprio che questo sia l’ennesimo tentativo di inflazionare il valore di una criptovaluta a fine speculativo, ma sarà il tempo a dirci di più.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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