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Regolamentazione cripto arriverà da richieste investitori | Lo dice la Fed!

La narrativa sulla regolamentazione del mondo cripto si arricchisce di nuovi elementi, in quello che è uno dei temi caldi del 2022 e del quale, nostro malgrado, continueremo a sentir parlare.

Questa volta ad esprimersi è un altro quadro di Federal Reserve, o meglio, un economista che è membro del Board of Governance di quella che è la banca centrale degli USA. Economista che indica come naturale l’evoluzione verso un quadro completamente regolamentato proprio per la richiesta da parte degli utenti e degli appassionati.

Tutto questo mentre le autorità di mezzo mondo continuano a spingere questa tematica, e mentre il mercato però sembrerebbe continuare ad infischiarsene. Mercato sul quale possiamo investire con eTorovai qui per ottenere il conto di prova gratis, con capitale virtuale e i migliori servizi già integrati – intermediario che offre a listino il top dei servizi avanzati per il trading.

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La regolamentazione arriverà e non saranno gli stati a spingerla

È questa la curiosa tesi di Christopher Waller, che è membro del Board di Governance di Fed e che ha colto l’occasione dell’SNB-CIF per dire la sua sul mondo cripto e sulle regolamentazioni che potrebbero riguardarlo. Sarebbero, secondo l’economista, gli utenti, i clienti e gli investitori a voler andare in questo senso, in particolare per tutelarsi da eventuali crolli come quello di Terra Luna.

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Visione a nostro avviso un po’ confusa, che però andrà comunque analizzata anche per comprendere quale sia il sentiment ai piani alti dell’economia mondiale.

Da una prospettiva sociale, c’è un altro possibile risultato quando le perdite diventano diffuse: queste perdite finiscono per diventare, politicamente o moralmente, intollerabili. Quando gli investitori di tutti i giorni cominceranno a perdere i risparmi di una vita, per nessun motivo se no quello di voler partecipare ad un mercato di tendenza, la domanda di una regolamentazione di carattere collettivo può crescere rapidamente. La storia ci dimostra che ci saranno richieste di rendere le perdite degli individui “collettive”. Lo abbiamo visto qualche settimana fa dopo il crack di Terra Luna, quando gli utenti “di base” erano alla ricerca di compensazioni e quando anche gli utenti della DeFi più esperti stavano discutendo modalità di compensazione per gli investitori retail.

Questo il punto principale di Waller, punto in realtà a nostro avviso piuttosto confuso, perché in realtà quanto hanno chiesto a gran voce gli utenti colpiti dal crack di Terra Luna non era una compensazione di carattere pubblico, ma il mettere le mani su quanto era rimasto delle riserve della Luna Foundation Guard, che erano state accumulate per proteggere l’ecosistema. Non abbiamo notizia, anche se forse in qualche remoto forum sarà anche avvenuta questa discussione, di richieste di compensazione da parte del settore pubblico. Waller però elabora ulteriormente sulla vicenda e su quali potrebbero essere i prossimi movimenti in questo senso.

Questo ci porta, secondo la mia visione, alla volontà della società di regolamentare dei mercati che non sono ancora pienamente compresi. Non per coprire le eventuali perdite dei grandi investitori, ma per proteggere la società dall’irresistibile pressione per socializzare le perdite degli investitori che hanno risorse limitate, e per limitare la diffusione di stress finanziario.

Un punto di vista sicuramente originale, che descrive un quadro piuttosto complicato e che non parla però, almeno a nostro avviso, di quello che è il vero elefante nella proverbiale cristalleria. Ovvero il fatto che la regolamentazione sarà in grado di proteggere gli “sprovveduti” in modo molto soft, a meno che non sia implementato un ban totale, che sul piano tecnico sembrerebbe essere difficile, se non impossibile.

La regolamentazione potrà riguardare soltanto gli exchange

E siamo ad ottimo punto, almeno per i fautori della regolamentazione urbi et orbi. Perché tutti i principali exchange hanno finito per doversi adeguare alle normative locali. Lo abbiamo visto con Binance, anche in Italia e lo vedremo a breve anche in altre giurisdizioni.

Difficile dunque capire effettivamente di che tipo di regolamentazione si parli quando in ballo ci sono situazioni come quella di Terra Luna. Come se la regolamentazione ampia e pervasiva del mercato delle azioni o delle commodities abbia mai impedito agli investitori retail e non di perdere grosse somme di denaro. Per ora, pertanto, continua a sembrarci un chiacchiericcio inutile, o forse utile soltanto a spostare il sentiment dell’opinione pubblica. Quella parte che, tra le altre cose, sembrerebbe essere quella meno coinvotla in questo mercato.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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