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peggior giornata dell'anno per le criptovalute

Criptovalute, quello di oggi diventa il peggior giorno da inizio anno

Il 2019 è stato un anno di notevole slancio per le criptovalute. In una fase iniziale sono state soprattutto le altcoin a segnare risultati positivi, con Bitcoin che era passata a valere il 50% dell’intera capitalizzazione di mercato. Poi lo scenario si è evoluto in un altro modo, con BTC che si è unita ai rialzi in ritardo ma con grande vigore. I giorni passati sono stati particolarmente positivi per tutto il settore.

Le ultime 24 ore raccontano di uno scenario in forte controtendenza rispetto a tutto ciò che abbiamo visto fino a questo momento. Il 17 maggio è la peggior giornata per le criptovalute da inizio 2019, con oltre 39 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati dalla mezzanotte italiana. Le vendite sono cominciate poco dopo mezzanotte, con Bitcoin che ha registrato un forte ribasso intorno alle 04.30 italiane; questo orario è proprio nel pieno della sessione dei mercati asiatici finanziari, ma anche negli Stati Uniti la maggior parte delle persone era ancora sveglia per poter assistere agli eventi.

Ieri la capitalizzazione complessiva del settore crypto aveva toccato i 263 miliardi di dollari; nel momento in cui scriviamo questo articolo, ne rimangono poco più di 223. Oltre il 15% degli investimenti è svanito nell’arco di poche ore.

Storia di un venerdì nero

La discesa di Bitcoin, avvenuta mentre in Europa era notte fonda, è stata netta e rapida. Per la gran parte della giornata di ieri abbiamo visto la più popolare tra le criptovalute essere scambiata intorno agli 8.000 dollari di controvalore. Poi un’improvvisa ondata di vendite ha spinto il cambio con il dollaro americano sotto i 7.200 dollari, il tutto nell’arco di minuti. Gli investitori, preoccupati, hanno incominciato a chiudere le loro posizioni per proteggere i guadagni dei giorni scorsi.

L’ondata di reazioni suscitate dalle vendite iniziali si è protratta per tutto il giorno, sottraendo liquidità al comparto crypto da ogni fronte. Le altcoin si sono presto unite a Bitcoin, con molte tra le più popolari che segnano ribassi a due cifre. Nella top 50 per capitalizzazione, soltanto Cosmos e Crypto.com Chain sono riuscite a mettere a segno dei rialzi -per altro non indifferenti-. Tutti gli altri token hanno sofferto.

Sicuramente i giorni scorsi sono stati molto positivi per gli investitori amanti dell’economia decentralizzata. In uno scenario come questo, è molto probabile che quando il mercato incomincia a scendere si possa temere di vedere annullati i guadagni precedenti. Per questo non sorprende che in molti abbiano deciso di chiudere le loro posizioni.

Preoccupazione e fiducia

Di fronte ad una giornata come questa ci si può legittimamente preoccupare per i trend legati alle criptovalute. D’altronde quando il segno rosso è così diffuso tra gli andamenti di giornata la mente ritorna all’inverno del 2018, quando Bitcoin era arrivato a toccare i 20.000 dollari. In poche settimane oltre il 50% del valore è andato perduto, decretando quella che non può essere stata altro che una bolla speculativa.

Questi trascorsi hanno lasciato una certa, e comprensibile, preoccupazione. Per questo una scintilla ribassista può innescare un trend, ed un trend può diventare una giornata come quella di oggi. Sarà importante osservare quali sviluppi ci saranno nei prossimi giorni.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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