mercoledì , 28 Settembre 2022

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LE FIGARO

Criptovaluta.it su Le Figaro per la vicenda MiTE | E la stampa italiana fa la figura di…

Parlano di noi. I cugini francesi ci citano commentando la grottesca vicenda dell’hack subito dal profilo Twitter del Ministero della Transizione Ecologica, ad opera di crypto scammer tutt’ora ignoti. Nel riportare la notizia Le Figaro non considera gli omologhi italiani, in preda a un’isterica caccia alle streghe crypto-putiniane, ma cita Gianluca Grossi di Criptovaluta.it per offrire una lettura chiara e autorevole dell’accaduto.

Senza alcun intento autoreferenziale, ci fa piacere rappresentare la voce fuori dal coro che questa volta, come confermato dai colleghi d’oltralpe, va a smascherare il tentativo di depistaggio, perché di questo si tratta, posto in essere dall’allineatissima stampa italiana.

Una storia raccapricciante, e non per l’hack del ministero

Per chiarirci: il depistaggio è dei tanti cittadini e lettori che ogni giorno acquistano copie digitali e cartacee delle testate in questione. Volete i nomi? Il Fatto Quotidiano, Corriere, La Stampa, Repubblica e tanti altri che ne hanno seguito le gesta.

Con una tale potenza di fuoco, le testate di cui sopra si sono rese (per l’ennesima volta) responsabili di un tentativo di plagio di una bassezza disarmante. Giocando sporco e facendo leva sul duplice spauracchio Putin-criptovalute, figure che nella grottesca caccia alle streghe di cui sopra sono state accostate in maniera neppur troppo velata.

È facile. È troppo facile: il mondo delle criptovalute è ancora territorio vergine per i più, e le (poche) informazioni che arrivano al grande pubbliche sono quasi sempre manipolate ad arte per dipingere il comparto come un qualcosa di oscuro e pericoloso per genesi.

STATO PIETOSO STAMPA
Una storia di menzogne.. con le prestigiose testate che hanno subito ribattuto la bufala senza però approfondire.

Un qualcosa da cui stare alla larga: la truffa è sempre dietro l’angolo, così come i traffici di droga, armi e prostitute favoriti dall’anonimato del dark web, ambito in cui le criptovalute troverebbero insieme ragion d’essere e ideale campo di spendibilità. Quando va bene si parla di schema Ponzi.

In un quadro del genere, il nemico da utilizzare all’abbisogna è bello che confezionato, e pronto a essere crocifisso in pubblica piazza alla velocità della luce. O del tweet, se preferite.

È caduto il governo? Le criptovalute! È morta la regina? Le criptovalute! Michele Misseri? Le criptovalute!

E poi c’è Putin. Lì il gioco è ancora più facile, visto la sua criminale azione è sotto gli occhi di tutti da mesi. Azione peraltro ampiamente e ripetutamente condannata dal comparto, che sin dai primi istanti si è mosso per offrire alla popolazione ucraina schiacciata dall’invasione, un aiuto concreto. In criptovalute.

Un doppio nemico da utilizzare alla abbisogna, rapidamente, senza riflettere e senza dar modo di riflettere, e possibilmente insinuandone una presunta, lontana, fosca quindi credibile in quanto NON CIE LO DICONO relazione. Salvo poi scoprire dalle parole di un Gianluca Grossi qualsiasi, che vi state coprendo di ridicolo.

Una fotografia impietosa dello stato della stampa

Non ce ne vogliano i colleghi, ma quanto accaduto è esempio ancora una volta del pessimo stato di salute della stampa italiana, che a cascata pubblica non-notizie senza neanche prendersi la briga di verificare per 2 minuti su Twitter, sparando titoli a caso e senza neanche aver afferrato a grandi linee il problema che stanno cercando di raccontare.

Con qualche rara eccezione. Ansa ci ha dato spazio insieme al Il Sole 24 Ore e poi i colleghi francesi di Le Figaro, che evidentemente conosceranno i loro cugini d’oltralpe e prima di scrivere fesserie degne di un lombrosario hanno pensato di riconoscerci il nostro ruolo. Qualcosa si può fare, lottando in prima linea, ingoiando qualche boccone amaro e cercando di ricavarci qualche spazio in una stampa che non è soltanto avversa, ma non ha alcuna intenzione di capire.

Un modus operandi diverso, che è forse anche il termometro dello stato di salute di una democrazia, della quale la stampa è almeno in parte responsabile. E dalle parti nostre la febbre, di fesserie si intende, sembra essere molto, molto alta.

Info su Paolo Sorgi

Appassionato di NFT, metaverse e cripto legate ai motori, Paolo segue per criptovaluta.it anche il settore del gaming e della musica legata alla blockchain.
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6 commenti

  1. Buongiorno a tutto il gruppo. tutto questo avvalora ancora di più la mia tesi. Le testate giornalistiche di cui sopra sono pagate per dare notizie che screditino tutto il sistema cripto e giocano appunto sull’ignoranza di molte persone in materia di criptovalute per tenerli lontani da questo mondo ma non hanno ancora capito che anzichè cercare di peggiorare la situazione devono iniziare a collaborare. L’obiettivo delle lobby bancarie era quello di creare una moneta unica mondiale ma qualcosa è andato storto dopo l’avvento di Bitcoin che a questo punto dovrà vincere questa guerra ma per ora le armi migliori le ha il nemico. Buona giornata

  2. quando repubblica cancella il post per la figuraccia ma lo hanno già messo come NFT

  3. Bitcoin e tutte le cripto sono una concreta minaccia al signoraggio bancario e al loro potere sovranazionale.
    Ricordiamoci cosa disse uno dei più potenti banchieri mondiali: ” Datemi il controllo della moneta e non mi importerà di chi fa le leggi”.
    Purtroppo non riescono a controllare il mondo cripto come fanno con la finanza tradizionale. Quindi la reazione è, distruggerne la loro reputazione attraverso il connubio cripto=criminalità.

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